1° Seminario per batteristi

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Monterosso Calabro 01 giugno 2003

Si è tenuto oggi presso il “Teatrino” di Monterosso Calabro, il "1° Seminario per batteristi" evento organizzato da Alessandro La Grotteria.

A tenere il seminario è stato il Maestro Ettore MANCINI.

(
Breve Biografia di Ettore Mancini:  nato a Roma il 27-9-1959. Ha iniziato gli studi della batteria nel 1978 con il batterista statunitense Marvin Smith. Gia’ nel 1980 iniziava la sua attivita’ didattica che si sviluppava insieme all’intensa attività concertistica con molti tra i migliori musicisti della capitale.
Negli anni la esperienza acquisita sia in concerti dal vivo che in studio di registrazione lo ha portato ad una approfondita conoscenza dei diversi generi musicali come il jazz, il pop, la fusion e la musica latina.
Diverse sono state le sue performance nelle varie televisioni pubbliche e private e in importanti rassegne e festival musicali in tutta Italia.)
 


L’idea nasce dalla necessità di dare un nuovo volto alle percussioni nella loro più nobile espressione in un contesto rurale dove è forte la componente culturale musicale, ma che si basa su tradizioni spesso tramandate da personaggi si di primo piano nel contesto musicale locale, ma che hanno basato la loro conoscenza e lo sviluppo delle tecniche non sempre attingendo da fonti cosi importanti come quella fornita nell’occasione dal M° Ettore Mancini . 

Quindi una nuova veste e una nuova chiave di lettura e di concezione di questo strumento “Diabolico” che fa riecheggiare ombre a volte tribali e spesso lontani dai nostri standards melodici ma che percorre il corpo facendolo vibrare quasi come se fosse soggetto ad un’iper ossigenazione (La batteria è nata circa un secolo fa , in forme molto diverse dalle attuali, fra gli schiavi negri di New Orleans. Questi , non potendosi esprimere coi loro tamburi della loro terra natale (i bianchi ne avevano proibito l’uso per timore che essi potessero ricordare agli schiavi la propria origine), si distraevano nel parco della città , durante le ore domenicali libere, con strumenti improvvisati).


Lo scopo del seminario:

Favorire la qualità artistica e il costante rinnovamento dell'offerta musicale locale e consentire alla nuove generazioni di accedere alla cultura dello strumento;
Promuovere nella produzione musicale la qualità, l'innovazione, la ricerca, la sperimentazione di nuove tecniche e nuovi stili favorendo anche il ricambio generazionale;
Sostenere la formazione e tutelare le professionalità in campo artistico;
Attuare il riequilibrio territoriale, favorendo il radicamento di iniziative musicali nelle aree meno servite.


Il programma:

L'impostazione;
Teorie sul movimento;
Tecniche e stili sulla coordinazione;
Analisi dei principali stili (jazz, pop, rock, blues e latin);
Cenni sull'improvvisazione.


Svolgimento:

Dopo la presentazione , il M° Mancini si è esibito in un assolo per sottolineare le potenzialità e le variazioni possibili sullo strumento, creando un’atmosfera quasi irreale capace di trascinare il pubblico presente in una condizione di totale partecipazione emotiva.

E proprio in questa condizione quasi irreale e ricca di  echi spesso lontani che si è svolto l’intero seminario protrattosi per oltre quattro ore.

Seminario che ha visto come principali “Attori” proprio i seminaristi messi a loro agio anche se sotto il “microscopio” dell’ attentissimo Maestro Mancini. Facendo esibire ognuno dei presenti, ha dato modo ad ogni batterista di esprimere le proprie capacita interpretative attraverso le tecniche acquisite ed ormai metabolizzate… ma pur sempre da affinare e perfezionare.

Niente è stato lasciato al caso, ogni movimento, ogni posizione fisica e ogni battuta di ogni singolo seminarista è stata oggetto di analisi e discussione, finalizzata al perfezionamento e alla sincronia quasi a voler creare una sinergia tra lo strumento e il corpo, il movimento “causa” il sodalizio corpo strumento “l’effetto”. Un’armonia di movimenti e ritmi che percorrono l’intero salone per poi diffondersi tra le vie del paese in una soleggiata domenica di giugno.


Partecipanti:

A questo primo seminario per batteristi, oltre all’organizzatore Alessandro La Grotteria, al quale siamo tutti grati per l’impegno profuso alla buona riuscita di questo evento musicale di importanza  nazionale e soprattutto di importanza assoluta per tutta la comunità musicale di Monterosso Calabro, hanno partecipato diversi batteristi provenienti da tutta la provincia di Vibo Valentia, nel particolare erano presenti : Massimo Russo, Francesco Scopelliti, Nico Barbuto, Carmelo Carioti, Bruno Nesci, Donato Ventura, Procopio Emanuele, Piero Gugliotta, Talesa Giuseppe, Matteo Filardo,  inoltre ha partecipato all’evento la talentuosa Paola Caridi giovane batterista di Reggio Calabria nonché allieva del Maestro Mancini.


Alla chiusura del seminario il Maestro Ettore Mancini, ha voluto salutare l’auditorium, ringraziando l’organizzazione per la professionalità dimostrata ed inoltre ha esortato i seminaristi a proseguire nella strada intrapresa e a diffondere tra quanti ancora considerano la batteria uno strumento atto solo a fare “rumore” incontrollato”, la cultura della percussione come mezzo di esternazione di passione, ritmo e di gestualità fusa con la musica.



Breve Storia della Batteria

La moderna batteria nacque quando un solo musicista iniziò a ricoprire la funzione che precedentemente era svolta da due o tre musicisti contemporaneamente. L'ideazione e lo sviluppo di questo strumento si deve soprattutto all'evoluzione della musica jazz.
Com'è noto, il jazz nacque e si sviluppò a New Orleans nel quartiere chiamato Storyville, il centro del divertimento. New Orleans era una città cosmopolita, dove molti negri si stabilirono dopo l'abolizione ufficiale della schiavitù nel 1865. Molti di loro trovarono lavoro come musicisti, acquistando gli strumenti dai bianchi o usando quelli abbandonati dagli eserciti che avevano combattuto la Guerra di secessione. Le prime bande dapprima furono richiestissime per accompagnare le marce durante i funerali. Solo più tardi cominciarono ad esibirsi in locali chiusi e, perciò, diminuì l'utilizzo di due o più persone ai tamburi, sia per motivi economici, sia per l'eccessiva sonorità prodotta, sia per iniziativa di alcuni percussionisti che inventarono un metodo ingegnoso, chiamato double drumming per suonare insieme sia il rullante militare sia la grancassa. Fu l'iniziò della batteria moderna... Solo successivamente furono aggiunti altri strumenti a percussione provenienti da altre culture introdotti dagli immigrati, quali: piatto turco, tom toms cinesi, campanaccio, campane di legno, triangoli e una serie di altri effetti sonori.
Durante gli anni Trenta iniziò lo sviluppo dei tom toms, sostituendo la membrana superiore che, fino ad allora, era fissa, con una tesa mediante viti di tensione. Nel frattempo, le orchestre accompagnavano il cinema muto e cercavano percussionisti in grado di suonare più strumenti anche in piccoli spazi. Il tamburo rullante (snare drum) diventò oggetto di grande interesse e studio.
Negli anni Quaranta, il diametro della grancassa diminuì, mentre aumentò la sua profondità: in questo modo, il suono risultò più secco e udibile. Fu fondamentale poi lo studio sul piatto ride, per scandire il tempo, dato che solo durante i successivi anni Cinquanta si diffuse il moderno uso del piatto a pedale (hit-hat o charleston) anche grazie alle industrie musicali che non costruirono più strumenti a richiesta, ma iniziarono a produrre batterie con misure standard perfettamente accessoriate e assemblate in maniera identica. Oggi, la batteria, sebbene sia formata da molti strumenti, deve essere considerata come uno strumento unico, indivisibile.
Al batterista si richiede la coordinazione fra mani e piedi: un lavoro assai difficile, considerando l'evoluzione didattica che questo strumento ha ottenuto nel corso dell'ultimo secolo.

Giovanni Maio

 

Contatti:

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Alessandro La Grotteria

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