Celebrazione della Festa di San Sebastiano 

Monterosso Calabro, 19 gennaio 2003

La devozione e la venerazione del Santo protettore dei giovani Monterossini, si perde nella notte dei tempi ma sempre viva negli animi e nelle tradizioni che si perpetuano nelle gesta, nelle celebrazioni religiose e nei giochi di piazza, dove l'intero paese è coinvolto. Uno degli aspetti caratteristici è il confezionamento di umili alimenti come frittelle di zucca e ostie giganti.
La preparazione di questi alimenti assume oggi come ieri  un'impegno volontario di alcune famiglie abitanti il rione "Monastero" dove ognuna di esse ne produce una quantità modesta ma sufficiente a soddisfare la notevole richiesta. 
Si tratta di due alimenti poveri e di semplice realizzazione ma non per questo privi di significato simbolico, in quanto, era questo un segno di comunione e condivisione della "ricchezza" dove le famiglie anche quelle più umili dividevano con gli altri quel poco che era in loro possesso, una forma di partecipazione e solidarietà che ha cementato nei secoli l'unione dei Monterossini ma che trova il sua massima espressione tra gli abitanti del "monastero", sempre uniti e pronti con slancio ad aiutarsi tra di loro. Atteggiamento questo che forse affonda le radici in quella cultura monastica, diffusa dai religiosi che eressero il monastero dei Camaldoli e all'interno delle sue mura e terre si sviluppo il rione che assunse il nome di "Monastero"

Si ringrazia la famiglia Iozzo, Ceravolo e Arone per aver dato il loro prezioso contributo per la realizzazione del servizio.

Giovanni MAIO

Statua di San Sebastiano venerata dai Monterossini ed esposta nella chiesa della Madonna del Carmine nel
rione "Monastero"

Stampo utilizzato per la cottura delle ostie votive

Cottura dell'impasto realizzato con farina e acqua

Preparazione delle frittelle di zucca

Distribuzione delle ostie

Estrazione dell'ostia dallo stampo.

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