DARIO PISCONTI

Dario Pisconti nasce a Maruggio (Ta), paese dell’Alto Salento, in prossimità della costa jonica. Dai genitori, piccoli proprietari terrieri, eredita l’amore per la terra, per la famiglia e per la vita condotta all’insegna dell’onestà e del sudore quotidiano. Compie gli studi classici e dopo la maturità, frequenta la Facoltà di Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Bari. La passione per la pittura che durante il periodo scolastico aveva coltivato a livello dilettantistico diviene successivamente frutto di interiore meditazione e non lascia spazio ad altre attività, tanto da legare il senso della sua vita a questa profonda vocazione.

Nell'ottobre del 1982 Dario Pisconti incontra, nella villa di Lombrici di Camaiore, sulle Alpi Apuane, il poeta,  novelliere, giornalista e critico d'arte Raffaele Carrieri da Taranto.
Questi, evidenziando un immediato apprezzamento, lo incita a perseverare nella pittura e lo inizia ad una ricerca approfondita soprattutto sul piano filosofico. Dopo un periodo di meditazione, comincia a dipingere la natura dal vero e, come per incanto, le sue tele si arricchiscono di trapassi cromatici.
 Nei suoi dipinti vi è sempre all'origine il bisogno dell'artista di comunicare e di trasmettere messaggi; gli alberi di ulivo sono sempre contorti e nodosi nelle vedute dei suoi paesaggi scabri, che suggeriscono un senso di angoscia esistenziale. Il Pisconti rifugge dalle mode, dalle accademie e dai vacui esibizionismi: a suo dire l'Artista, solo se privo di ogni pastoia, manifesta una schietta personalità.
La teoria, i sistemi e la tecnica destano preoccupazione quando non vi è alla base una forte carica spirituale ed una profonda tensione contemplativa e meditativa: essi si pongono come pseudo-problema quando la mente ed il cuore si allontanano dal fine precipuo dell'Arte.
 Ciò che interessa Pisconti è il momento creativo: una volta "carpita la sua verità sulla tela", il suo appagamento è realizzato. L'evoluzione della sua arte subisce ulteriori approfondimenti che si nutrono di elaborazioni creative e di vicende esistenziali interiorizzate e "scavate dentro", sicchè dal piano del subconscio affiora una realtà che riesce ad estrinsecarsi in squarci paesaggistici fortemente interiorizzati, oltre l'oggetto-immagine-figura rappresentata in sè. Egli è mosso dal bisogno di scoprire l'essenza "sotto il velame"; al di là dell'apparire, l'essere; la kantiana realtà noumenica che traspare oltre quella fenomenica. Egli mostra cose sconosciute, eppur molto comuni ed a tutti note: cerca la poesia nel mondo della natura e l'arte nelle forme più consuete e familiari.
Non un surrealista che rappresenta l’informe, ciò che non ha preso forma e che proviene dall'inconscio: Pisconti dipinge, bensì, una Natura oggettivamente rappresentata come l'occhio la percepisce, attraverso una pittura fortemente coscientizzata che "vede" il reale, ma dopo una forte interiorizzazione.

Lo sperimentalismo e la ricerca, del resto, caratterizzano sempre l'intellettuale "curioso" di provare nuove tecniche e nuovi mezzi espressivi: a maggior ragione essi contraddistinguono l'Artista, per definizione inappagato, comunque, dalla sua "resa" espressiva, ed il Nostro in particolare, giacchè la:"(...) forma non s'accorda molte fiate a l'intenzion de l'arte
perch'a risponder la materia è sorda." (DANTE, Paradiso, I, vv. 127-9) 

Dalle sue tele emergono colori forti, prediletti da sempre (gialli e rossi, particolarmente), senza mezzi toni: indizio di una verità cercata nel profondo del suo io storicizzato, che basa le sue sicurezze e valori sulla certezza della Storia, pur problematicizzata dall'umano dubbio dell'essere.
Pisconti è un uomo antico, reso antico dai millenni della storia passata di uomo del Sud, che viene metaforicamente da tanto lontano: non a caso l'artista suole firmare i suoi lavori utilizzando l'alfabeto greco (un inconscio omaggio al greculo Carrieri ed alla magnogreca terra jonica?)
Dipingere una tela è sempre, comunque, un miracolo creativo: per il Nostro è, altresì, l'avventura intellettuale di chi vuole, attraverso il tempo, portare in vita immagini "partorite" nella mente attraverso il cammino a volte gioioso, più spesso angoscioso, del cuore. Esse sono state colte nel suo percorso esistenziale, teso a recepire tutti gli aspetti di una Natura, Cui egli vuol rendere il doveroso omaggio che Le spetta per la Sua intrinseca nobiltà che Essa in Se stessa postula, sia per il credente (per il quale diviene manifestazione di Dio stesso e Sua creatura), sia per il laico (per il quale diviene essenziale presenza e simbolo vitale). Dario Pisconti è, in conclusione, artista maturo, umile eppur pienamente consapevole dei propri mezzi: del resto, come sosteneva Dante, la mancata ipocrisia nel riconoscere i propri meriti non è mai atto contrario all'umiltà.

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Dario Pisconti
indirizzo: Via per Oria, 6b-74024 Manduria (TA)

telefono : 3200325836

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