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Francesco Filosa nacque a Castellammare di Stabia il 20 ottobre del 1910 in un'antica famiglia di pittori e decoratori.
Dopo le primissime esperienze, maturate insieme al padre, si aprì alle forme artistiche del
Novecento.
Le sue prime partecipazioni alle collettive sindacali risalgono alla metà degli anni Trenta dove, oltre ai già affermati Viti, Volpe, Pratella, Crisconio e Irollo, ebbe modo di conoscere e frequentare giovani artisti del calibro di Galante, Casciaro, Striccoli, Brancaccio, Ciardo, Buono e
Bresciani.
Pur continuando la sua attività di decoratore nelle varie chiese di Castellammare e della penisola sorrentina, Francesco Filosa affinò le sue doti pittoriche grazie ai suggerimenti di Carlo Striccoli e Francesco Galante.
Alla fine dell'ultima guerra mondiale, la sua vita artistica ebbe una svolta decisiva infatti abbandonò l'attività paterna e si dedicò completamente alla pittura.
La sua prima mostra, allestita a Castellammare di Stabia, risale al 1934. Nel corso della sua lunga e laboriosa attività ottenne sempre vasti consensi di critica e di pubblico.
La sua pittura fu sempre motivo d'analisi da parte della critica militante e di studiosi d'arte, ottenendo profili e articoli su riviste specializzate e quotidiani.
Di lui hanno scritto, tra gli altri, Barbieri, Schettini, Girace, Ortolani, Ricci, Barone, Attardi, Mormino, Di Bartolomeo, Pagano, Lenzi, Fucito, Ziino, Sorrentino, Calabrese e Agrillo.
Le sue opere si trovano in numerose collezioni pubbliche e private sia in Italia che all'estero, in particolar modo negli Stati Uniti d'America, Australia, Inghilterra, Francia e Germania dove, durante la sua prigionia nel corso dell'ultima guerra mondiale, ebbe modo di farsi apprezzare come decoratore e pittore.
Nel 1989 stava preparando una retrospettiva da esporre in Cina, a Pechino, ma l'aggravarsi delle condizioni di salute gli impedirono di portare a termine il progetto.
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