FLAVIO FARAONI

L’Arte trasparente di Flavio Faraoni

Nelle tele dell’artista Flavio Faraoni si possono ammirare due stili, distinti e separati ma con l’unica inconfondibile mano del maestro.
“Le piccole anime” esprimono la sensibilità dell’artista, rendendo accessibili al fruitore paesaggi interiori, di grande suggestione; mentre “Le tele esplose” rivelano un viaggio fantastico all’interno della psiche, con conseguente esplosione della coscienza collettiva, incapace di resistere alle tante violenze dei vili tempi moderni.
La sua sensazione visiva, pur lasciando intatto l’originalità del soggetto, si dissolve in forme evanescenti e fantasie poetiche sui generis.

Flavio Faraoni con il critico d'arte Simona Cresci, all'inaugurazione della mostra " Bar-Code" 
della Galleria
Arturarte 
di Massimo Lupoli

La flora rigogliosa si rispecchia nella natura naturans di un potente cromatismo lirico e di una vibrante luce spirituale.

Gianni Latronico -critico d’arte e poeta

Il ciclo “BUILDINGS” di Flavio Faraoni

Flavio Faraoni tratta ora il nuovo ciclo denominato “Buildings” dove, usando materiali di scarto di componentistica elettronica, fra cieli colorati, fa svettare palazzi con finestre che, come occhi penetranti, cercano di vedere un mondo interiore che i tempi moderni offuscano e rendono invisibile.
Palazzi alti di periferia, grattacieli, una umanità invisibile ma che si intuisce, una umanità piena di solitudine, che cerca di arrivare ora a cieli di un rosso dolorante, ora a cieli rosati e violetti: gli stati d’animo dell’artista che vuole rappresentare una umanità che cerca se stessa nella moltitudine che tutto appiattisce.
Anche in questo ciclo l’artista , ispirandosi ai fatti quotidiani, esprime la sua poliedrica creatività e fa in modo che, anche attraverso materiali non usuali nella pittura, venga rappresentata una realtà che è “sua”, ma universale nello stesso tempo.

Miriam Marini ( scrittrice e poetessa)

Dicembre 2002

La sensibilità artistica di Flavio Faraoni

Le opere di Flavio Faraoni ci conducono in un mondo popolato da oggetti decontestualizzati da loro consueto godimento ed inseriti, come per incanto, in supporti elaborati con diverse tecniche: dall’olio all’acrilico, dallo smalto al collage e alla sabbia.
E’ attraverso l’associazione di elementi diversi tra loro che l’artista si propone di rappresentare la sensibilità delle sue emozioni attraverso il sottile gioco dell’arte che in questo contesto non è più semplice rappresentazione, ma comunicazione vitale dell’individuo mediante simboli.

Simona Cresci -critico d’arte

9/05/2003

La strada che porta a Bagdad 1 Lungomare La torre che pende L'isola sperduta festeggia

Flavio Faraoni

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Tel. 
flavio.faraoni@tin.it
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