Alberto Mattei
nato a Siena il 31 marzo 1957, si diploma all’Istituto d’Arte di Siena e nel
1979 pittore, musicista, scrittore, poeta, fotografo.......segue da tempo,
nella pittura, una linea di ricerca che, partendo dagli ultimi esiti della
pop-art italiana e internazionale, unisce la forza innovativa della
sperimentazione al rigore nella scelta di alcuni temi cardine.
Nella fragranza del colore, steso solitamente su stendardi verticali, a loro
volta ispessiti e resi traslucidi dall’applicazione di particolari liquidi
collosi, appaiono figure e figurazioni intraviste nella quotidianità e
trasformate, poi, in icone dell’incerta esistenza contemporanea.
Processo alchemico che ritrova il gusto della tinta toscana, non disgiunto
dal piacere dell’evidenza sensoriale: cattura di un dettaglio, sua
elaborazione, sfinimento delle linee originarie per approdare ad una
rinascita dell’immagine, sottratta alla banalità dell’esperienza quotidiana.
Ecco, allora, i Fiori d’acqua, citazioni esplicite da Warhol, Schifano e
Monet, morbidi fantasmi palustri ritmati dalla serialità di un’arborescenza
vegetale.
Ecco gli Animali, sorta di capsule-ricordo che alludono alle insegne
delle multinazionali petrolifere, strappate tuttavia alla loro
finalità commerciale, quindi ricondotte in certo modo ad uno slancio
di energia primitiva.
Ecco i Doppi che, secondo le stesse parole dell’artista:
“sono ritratti al doppio... realizzati con carte da regalo...
I cui occhi fissi sul visitatore mettono a disagio... guardano invece di
essere guardati...”
Infine i Terrestri fotografie rivisitate di personaggi afferrati lungo
le strade delle nostre città e proiettati in una dimensione artistica che li
spoglia dei connotati esistenziali, consegnandoli ad una fragile eternità
Un’inquietudine, questa di Alberto Mattei, che esprime una gioiosa e
talvolta lacerante vitalità.
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