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Alessandro
Reale
è nato a Roma nel
1968, vive e lavora a Roma.
Studi:
Corso
di Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Roma;
Corso
di Storia e lineamenti ddella tecnica dell'incisione presso la Calcografia
Nazionale di Roma.
Esposizioni personali:
2002
– Alessandro Reale , Galleria La Cadrega, Milano;
1998 - Alessandro Reale, Galleria Arti Contemporanee, Latina;
1998 - Alessandro Reale, Villa dei Cardinale, Norma (LT);
1995
- Alessandro Reale, New School of Arts, Roma.
Esposizioni
collettive:
2003
- Latina Poi Littoria, Palazzo M, Latina;
2000 - Atelier, Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma;
1999 - Rifiniture d'Interrii, Palazzo Monteroduni, Napoli;
1998 - Rumori Impercettibili 2, Ass.Cult. Futuro, Roma;
1998, Rumori Impercettibili, Saion Privè Arti Visive, Roma;
1998 - Fogliano Arte Contemporaneo, Villa Fogliano, Latina;
1997 - Premio Quintum Ennium, Accademia di Belle Arti di Lecce;
1996 - IV Premio Nazionale Maurizio Marchese;
1996 - Associazione Culturale La Cuba d'Oro, Roma;
1996 - XLVI Rassegna d'Arte G.B.Salvi e Piccola Europa, Palazzo Oliva,
Sassoferrato (AN);
1995 - Artisti in pedana, Roof garden del Palazzo delle Esposizioni, Roma.
Critica:
Alessandro Reale propone immagini connotate da un intrinseco
dualismo. Da un lato vi è una visione estremamente contemporanea, fredda
e visionaria, fatta di vedute di architetture urbane e post-industriali,
dall'altra abbiamo un continuo riferimento alla storia dell'arte, con vari
elementi che costituiscono la tipica iconografia dell'arte manierista e
barocca. Reale campiona immagini fotografiche e le elabora ora
pittoricamente, ora digitalmente. Come egli stesso dichiara, siamo
nell'epoca di internet dove le immagini sono "Low-Fi", a bassa
definizione. Ecco che l'autore introduce a questa condizione estetica un
classicismo dove "l'arte bella", elevata ed aulica, si
contrappone all'immaginario massmediologico dei nostri tempi. Infatti, a
tal proposito, Reale scrive: "In questo contesto l'immagine
fotografica rappresenta un veicolo informativo di un 'classicismo'
resistente al sopravvenire dell'immagine digitale, un veicolo informativo
dei nuovi media che creano un processo comunicativo all'apparenza
brutalizzato: lo sforzo di mandare su internet piccole immagini a bassa
definizione quando l'alta definizione del "classico" medium
fotografico vince in qualità ma perde il confronto sull'ampiezza
dell'abbraccio informativo".
Scorci urbani di metropoli decadenti, visioni febbrili - a tratti surreali
- di un immaginario alla "Blade Runner", vedute di stazioni dei
treni, della metropolitana, binari, spazi di archeologia post-industriale:
a tutte queste istanze rappresentative vengono contrapposte atmosfere e
soggetti dell'arte rinascimentale, manierista, barocca; madonne, putti,
cherubini abitano gli ambienti inquietanti dei lavori di Reale, in scenari
improbabili dalle atmosfere che vanno da Tintoretto a Fritz Lang, da El
Greco a Philip Dick, passando per Balla, Boccioni, De Chirico e Kiefer.
Reale dunque unisce sacro e profano, analogico e digitale, storia e
contemporaneità, eternità e caducità, in opere suggestive, dense di
pathos: un vero e proprio viaggio di andata/ritorno nell'essenza pura
dell'arte.
Dario Salani
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