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Benedetto Biundo, pittore real-fantasista e maestro d’arte, è nato il 18 Settembre del 1961, a Cinisi (PA), dove risiede.
Ha tenuto numerose mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero, esponendo le sue opere presso gallerie, musei, palazzi signorili e accademie.
Ha partecipato a svariate rassegne d’arte, ottenendo consensi critici e premi di prestigio, tra i quali il Premio Artista Protagonista, il Premio Artista del Mediterraneo e il Premio Alba.
Le sue opere si trovano presso collezioni pubbliche (Collezione del Vaticano) e private (Collezioni dei Presidenti della Repubblica Scalfaro e Ciampi; ecc.), e in esposizioni permanenti presso diverse gallerie.
Benedetto Biundo è menzionato in diversi volumi d’arte nazionali e internazionali, tra i quali: il Dizionario Enciclopedico Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Casa Editrice Alba), l’Annuario d’Arte Moderna (ACCA in Arte Editrice), l’annuario Avanguardie artistiche (Serradifalco Editore), l’annuario Artisti Italiani Contemporanei e quello Artisti Siciliani Contemporanei (Scirocco & Koral Edizioni).
Oltre alla pittura, l’artista si dedica alla grafica, alla scenografia e alla fotografia artistica. Infine, è illustratore di diversi volumi, per esempio quello Cinisi tra Storia e Tradizione, della prof.ssa Angela Cusumano, e quello Chiamati da Dio, di Vincenzo Evola.
Si sono interessati del maestro Benedetto Biundo: Centro Diffusione Arte, R.6.V. Quadrante, Associazione Culturale Athena, Dionysos Magazine, Radio Arcobaleno, Tivù 7, Telejato, Teleoccidente, Sicilia 1, Giornale di Sicilia, La Sicilia, Casa Editrice Alba, Acca Editrice, ecc.
Tra i critici d’arte che hanno focalizzato particolarmente la sua arte, si ricordano: Giovanni F. Romano, Antonio Caggiano, Renato Civello, Pino Giacopelli, Adriano Peritore, Rosario Velardi, Carmelo Pirrera, Vinny Scorsone, Carmela Cannizzaro, Guido D. Santini, Gianni Latronico, Myriam Latronico, ecc.
CRITICA
BENEDETTO BIUNDO, PITTORE REAL-FANTASISTA
I dipinti di Benedetto Biundo rappresentano spazi infiniti, velati di mistero e popolati da forme reali o immaginarie. Come gli astri del firmamento, queste forme plastiche si susseguono e, vibrando, emanano tutta la loro forza.
Come in estasi, come in un dolce sogno, Benedetto Biundo mette fuori tutto ciò che ha dentro e, rappresentandolo col pennello sulla trama della tela, ci fa conoscere un altro universo: il suo.
Nelle sue opere sono rappresentati luoghi misteriosi, spazi senza tempo, che ci proiettano in quella parte della nostra interiorità, che non sempre conosciamo.
Negli spazi sconosciuti, ma ora rivelati dal maestro, compaiono, come per magia, occhi, volti, corpi, sassi, globi, chiavi, funghi, dadi, pendoli ed altri oggetti emblematici, oppure forme curiose, inventate dall’artista.
Per tutto ciò, possiamo dire che Benedetto Biundo è un pittore realista e, al tempo stesso, fantasista. Partendo, infatti, da uno spunto reale, egli elabora il vero trasformandolo in immaginario, rendendolo, così, del tutto fantastico.
Nella sua arte, i confini tra realtà e fantasia sono così sottili che quasi si fondono, originando un nuovo stile, un nuovo linguaggio artistico (inventato dallo stesso Biundo), che può essere definito realista-fantasista o “real-fantasista”.
Le opere di Benedetto Biundo ci regalano forti emozioni e piacevoli sensazioni, e per la loro sublime magia, per un attimo, ma inevitabilmente, ci fanno sognare.
Giovanni F. Romano
CRITICA
L’ARTE MODERNA DI BENEDETTO BIUNDO
Evocate seduzioni di grandi maestri del Novecento, non tolgono mistero e interesse, ma aggiungono fascino e suggestione all’arte moderna del maestro realfantasista Benedetto Biundo.
Le sue fantasie poetiche affondano le radici nella sua profonda anima e sfociano nel capovolgimento della realtà effettuale e nell’espressione di una sua visione, avulsa da ogni schema.
Egli non vuole evidenziare l’assurdo nei rapporti sociali, le luci e le ombre delle cose, ma analizzare i riflessi interiori e sondare l’animo umano, per portarne a galla le aberranti contraddizioni, i pensieri rimossi, le deplorevoli deviazioni, in segni, forme, colore, volumi.
Essendo depositario dell’infinito, è dotato di squisita eleganza, spirito arguto ed innato senso poetico, in un mondo diverso dal nostro, ma altrettanto vero, con la marcia in più del sentimento, profuso in immagini di carattere universale.
Il maestro Benedetto Biundo non si sofferma agli usi locali, alle antiche tradizioni, ai confini nazionali, ma li supera tutti, in una gamma di intime esperienze, riscontrabili nell’immaginario collettivo e comuni all’umano sentire contemporaneo, in una sfera universale.
Tramontata la logica aristotelica, declinato il ferreo raziocinio, cambiato il comune senso del pudore, ora emergono nuovi metri di giudizio, altri parametri di comprensione e diversi modi di sentire, sia nel privato, che nel sociale.
L’ eroe attuale è un outsider, non più vittima dell’establishment, ma fabbro del proprio destino, sicuro di sé, capace di sfidare le vecchie abitudini e di creare altre qualità, vigenti ed operanti in un nuovo mondo: il mondo di Benedetto
Biundo.
Gianni Latronico
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