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Eugenio Bertin
è nato a Polverara (PD) il 25 dicembre 1950.
Vive ed opera a Preganziol (TV).
Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Venezia, Scuola libera di nudo Ettore Tito, sotto la guida di L. Zarotti e di G.F.
Tramontin.
Eugenio Bertin è un signore della tavolozza che viene da lontano. Dall’esperienza dei maestri francesi dell’800, dalla necessità di trasformare il vero in luce: guardarla, senza mai cadere nel contrappunto dell’ombra. Egli non ama i giochi degli opposti, privilegia, al contrario, la tonalità che sia espressione di candore e di calore e che permanga sempre sulla stessa intensità cromatica. Eugenio Bertin attinge alla natura per non elevarla nella sua fotografica realtà, ma per interpretarla in chiave delicatamente soggettiva ed emotiva. Canta le stagioni, il mutare dei suoi miracoli cromatici, scandisce il tempo tramite la magia della ricchezza di una tavolozza capace. Ogni lavoro è lo specchio di una istintualità di un’anima contemplativa. Privilegia la tecnica mista su tela, come nel caso di “Al crepuscolo” o “Angolo fiorito”: opere riflesso di una tensione ammirevole nei confronti del ricamo cromatico e segnico della natura. In “Ginestre marine”, gioca di contrappunto, scena in cui la solarità è sempre di casa: i gialli squillano e vincono con questo loro accostamento all’azzurro del cielo, mentre una linea bleu scuro traccia l’orizzonte, da cui inizia l’infinito. Pittore di figure, come nel caso di “Modella” o di scene emozionanti al nostro sguardo come nella riuscita “Venezia: Palazzo Ducale” dall’atmosfera malinconica, fantasmagorica, dove l’osservatore è preso per incantamento. Eugenio Bertin è assillato non dal reale, ma da quel sentimento per le atmosfere paesaggistiche che mutano secondo il cangiamento non solo delle stagioni ma anche del suo cuore, sereno come un canto mattutino, a volte malinconico come chi attende un impossibile evento o la realizzazione di un sogno.
Paolo Levi
Dalla natura alla pittura
Che sensazione prova un insetto quando si scava la sua tana nell’umido terriccio? Potrebbe essere come un immergersi nell’ambiente naturale: un tepore, una sorta di protezione dall’esterno, un sentirsi al sicuro, e fors’anche un godimento sottile. Quella terra scura pian piano diventa “familiare”, cioè fa parte del nostro essere. Forse ci immergeremo in qualcosa di simile al liquido amniotico che ci ha avvolto prima della nascita.
Di fronte agli ultimi quadri di Eugenio Bertin ho provato una sensazione simile. Essi, in quella serata a Preganziol, mentre le ombre si allungavano fuori sulla campagna, mi apparivano come un amabile rifugio. Avvicinavo alternativamente lo sguardo sulla pittura; poi lo allontanavo; quindi ritornavo magari a pochi centimetri dalla superficie. Pian piano quegli intrichi di segni, quelle macchie di colore, quella materia che pareva convulsa e schiumante mi diventano amici. Entravo lentamente nel “mondo” di Bertin. Ed ecco quel che sembrava caotico diventare, quasi per miracolo, un segno di ordine . L’ordine della natura: l’ordine di una struttura che da minerale si mutava in organica. Potrei persino dire: la pittura diventava la proiezione di me stesso. Mi apparteneva.
Spesso, quando parlo di pittura, evito i termini dell’estetica tradizionale. Preferisco puntare su un concetto nuovo: quello della “verità biologica”. Nella caduta dei vecchi valori, che la cultura d’oggi (e non solo quella delle avanguardie artistiche) ha contribuito ad affossare, si salva soprattutto l’aderenza dell’opera alle qualità organiche del suo autore. In tre parole: è sempre più importante constatare che la linfa vitale dell’uomo, quasi i suoi cromosomi, entri nell’opera e si saldi in essa. È un modo per controllare che non si infiltrino proprio quei modelli di consumo e di comportamento che caratterizzano così massicciamente il nostro sistema, fino a fondersi indissolubilmente in noi stessi. È una questione di libertà: di vita autonoma, non condizionata. Il critico (ma potrei dire: lo scienziato) deve misurare questo grado di libertà, intesa come aderenza alla propria struttura interna, al proprio Io.
Ecco perché il paragone con l’insetto calza. Il vero artista deve costruirsi il mondo esterno (nella fattiscpecie la sua pittura) a propria somiglianza: come appunto una proiezione della sua personalità. E deve sentirsi, in questo ambiente, a suo agio.
Un quadro diventa il luogo materno dell’esistenza. In fondo i quadri di Bertin assomigliano a dei bozzi di seta fatti di mille e mille filamenti dorati di un ordine invisibile. È l’ordine – lo ripeto – della natura.
Paolo Rizzi
Bibliografia
È inserito nei Catalogo Nazionale Bolaffi d’Arte Moderna n° 13, 14, 15. Bolaffi Arte Guida Regionale n° 84 dicembre 1978, nel Grande Dizionario “Artisti Italiani Contemporanei” ed. 1979, Dizionaro Int. Degli Artisti Contemporanei – 1980, edito dall’Accademia Italia – Salsomaggiore Terme Al Kunsthistorisches Institues (Firenze), catalogo nazionale Artisti Veneti edito dalla Commed di Milano. Nella collana “Arte Italiana Contemporanea” casa editrice “La Ginestra” Firenze 1987. Nell’annuario Commed dal n° 15 al 31 e nel catalogo “Arte Moderna” dal 32 al 35 ed. Giorgio Mondadori. Catalogo d’Arte Contemporanea “Artisti e Opere”, anno 1999, ed. G. Mondadori. Sue opere si trovano nelle collezioni private e pubbliche delle maggiori città italiane ed estere: Svizzera, Belgio, Germania, America, Canada, Lussemburgo, Austria, ecc.
Sue notizie bibliografiche si trovano presso l’archivio storico della Biennale di Venezia.
Testi critici
R. Alessandrini – G. Bagni – A. Ballis – S. Bolzan – L. Bortolatto – L. Brunazzo – E. Buda – E. Concarotti – E.D. Martino – B. De Donà – L. Di Cuonzo – P.L. Scarpa – P. Levi – A. Madaro – V. Magno – S. Minto – C. Mora Taboga – G. Peretti – B. Pittarello – V. Rigoldi – P. Rizzi – G. Segato – L. Speranzoni – M. Stefani – O. Stefani – S. Wailler
Romanin.
EUGENIO BERTIN ESPOSIZIONI PERSONALI
ESPOSIZIONI PERSONALI
1977 Treviso - Galleria Città di Treviso
1978 Padova - Galleria Città di Padova | Padova - Galleria Padovanelle | Barletta (BA) - Galleria Golia
1979 Portogruaro (VE) - Galleria due Gru | Asolo (TV) - Loggia del Museo Civico | Treviso - Città di Treviso
1980 Treviso - Galleria Giraldo
1981 Padova - Galleria Cupola | Mestre (VE) - Galleria Gigli
1982 Treviso - Galleria del Libraio | S. Martino di Castrozza (TN) - Palazzo dell'A.A.S.T. - Montecatini Terme (PT) - Galleria Italia | Auronzo (BL) - Ex Palazzo Corte Metto | Venezia - Galleria S. Vidal
1983 Castelfranco Veneto (TV) - Galleria al pozzo | Madonna di Campiglio (TN) - Sala Congressi A.A.S.T. | Washington (U.S.A.) - Palazzo Congressi The Convention Center | Salsomaggiore Terme (PR) - Palazzo delle Manifestazioni
1984 Madonna di Campiglio (TN) - Sala Congressi A.A.S.T. | Venezia - Galleria S. Stefano
Salsomaggiore Terme (PR) - Terme Zoia | Padova - Galleria il Sigillo | Asiago (VI) - Città di Asiago | Madonna di Campiglio (TN) - Sala congressi A.A.S.T. | Bassano del Grappa (VI) - Galleria il Fiore
1985 Udine - Galleria il Ventaglio | Asiago (VI) - Galleria Bramante il Fiore | Salsomaggiore
Terme (PR) - Palazzo Congressi A.A.S.T. | Treviso - Galleria del Libraio | Vicenza - Galleria Bramante
1986 Madonna di Campiglio (TN) - Sala Congressi A.A.S.T. | Salsomaggiore Terme (PR) - Palazzo Congressi A.A.S.T. | Treviso - Galleria Città di Treviso | Asiago (VI) - Galleria Bramante il Fiore
1987 Vicenza - Galleria Bramante | Bassano del Grappa (VI) - Galleria il Fiore | Treviso - Galleria Città di Treviso
1988 Madonna di Campiglio (TN) - Sala Congressi A.A.S.T. | Caorle (VE) - Scuole "E. Bafile" | Grado (GO) - Sala Esposizioni A.A.S.T. | Salsomaggiore Terme (PR) - Palazzo Congressi A.A.S.T. | Melbourne (Australia) - Trevigiani nel Mondo. Salone delle Fiere | Riccione (FO) - Galleria di Riccione
1989 Bologna - Arte Fiera | Salsomaggiore Terme (PR) - Palazzo Congressi A.A.S.T. | S. Benedetto del Tronto (AP) - Galleria Venus | Milano - Galleria il Quadrangolo | Ponzone Biellese (VC) - Galleria Magenta
1990 Treviso - Galleria del Libraio | Sassari - Teatro Civico | Salsomaggiore Terme (PR) - Palazzo dei Congressi | Treviso - Galleria del Libraio
1991 Tabiano Terme (PR) - Sala esposizioni delle Terme | Lido delle Nazioni (FE) - Galleria
"Artemare"
1992 Montebelluna (TV) - Club Opera. Premio al Protagonista | Tabiano Terme (PR) - Sala esposizioni delle Terme | Loano (SV) - Palazzo Kursaal | Padova - Arte Fiera '92 | Piacenza - Associazione amici dell'Arte
1993 Pordenone - Arte Fiera | Mogliano Veneto (TV) - Villa Stucky | Bassano del Grappa (VI) - Centro Culturale Scrimin
1994 Treviso - Casa dei Carraresi | Jesolo (VE) - Palazzo Kursaal | Salsomaggiore Terme (PR) - Palazzo dei Congressi
1995 Noale (VE) - Palazzo della Loggia | Salsomaggiore Terme (PR) - Palazzo dei Congressi
1996 Salsomaggiore Terme (PR) - Palazzo dei Congressi | Padova - Arte Fiera. Galleria
"Artequadri"
1997 Bassano del Grappa (VI) - "Incontri Scrimin" | Sassari - Teatro Civico | Borghetto Santo Spirito (SV) - Sala Congressi. XII Rassegna d'arte contemporanea | Salsomaggiore Terme (PR) - Terme Zoia | Banari (SS) - Banari Arte. "Centro Culturale"
1998 Bari - Arte di Fiera di Levante | Lussemburgo - Parlamento Europeo "Bat Bak" | Bettemburgo (L) - Al "Chateau de Bettembourg" | Salsomaggiore Terme (PR) - Palazzo dei Congressi | Padova - Arte Fiera '98
1999 Montebelluna (TV) - Piccola Barchessa Manin | Treviso - Galleria del Libraio | Padova - Arte Fiera '99 | Troina (EN) - Cittadella dell'Oasi | Bari - Arte Fiera di Levante
2000 Parigi (F) - Maison d'Italie, Cité Universitaire de Paris | Nizza (F) - Hotel Atlanta, Hotel Beau, Hotel Negresco | Noale (VE) - Palazzo della Loggia | Padova - Arte Fiera | Jesolo (VE) - Expo Arte
2001 Udine - Arte Fiera | Padova - Arte Fiera
2002 Bari - Arte Fiera di Levante | Rivoli (TO) - La Torre della Filanda | Riccione (RN) - Palazzo del Turismo | Preganziol, Mogliano Veneto, Quinto, Santa Cristina (TV) - Centro Banca Marca | Padova - Arte Fiera
2003 Bari - Arte Fiera di Levante
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