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Franco
Ferraro. Ritrattista - paesaggista, già da adolescente mette in evidenza quelle doti non comuni che distinguono i grandi disegnatori.
Da giovinetto, durante gli studi, è accolto da un vecchio Maestro che lo segue da vicino per lunghi anni insegnandogli molti "segreti" del mestiere.
Alla fine degli anni settanta, con precisa scelta, si dedica quasi esclusivamente all'acquarello, che predilige.
Con questa difficile tecnica rivela capacita tali da riscuotere consensi notevoli di pubblico e di critica ed è considerato tra i migliori acquerellisti contemporanei.
Ha partecipato a molte rassegne nazionali e internazionali ottenendo premi e riconoscimenti, fra i più importanti: Premio Eurouniversal, Premio Viareggio, Premio Pennello d'Oro, Premio Internazionale Colonne d'Ercole, Premio Internazionale Omaggio a Raffaello, Oscar 1983, Gran Trofeo d'Europa 2000, Oscar Italia, Premio Gran Collare e tanti altri.
Dal 1978 ad oggi ha allestito decine di mostre personali in Italia ed all'estero.
Hanno scritto di lui: Nicola Villari, Antonio Tiberio, Franco Tralli, Vito Cracas, Domenico Nunnari, Roberto Cimadori, Gustavo Valente, Giuseppe Leonetti Micera e altri.
Bibliografia essenziale: l'Elite, Grande Enciclopedia dell'Arte Italiana Contemporanea, La Calabria nell'Arte, Repertorio d'Arte Contemporanea, ACCA in Arte, Top Art, Nuovi Artisti per gli Anni Ottanta, Grande Enciclopedia Porta dei Leoni, ecc.; La Gazzetta del Sud, Il Tempo, Il Messaggero, Arte, D. & D., Art Leader, Arte & Carte, Il Gruppo e tanti altri.
Recensito dalla RAI TV, dal radiogiornale RAI, da Cinquestelle e da altre emittenti private.
Sue opere sono permanentemente esposte in gallerie italiane e straniere.
RECENSIONI
Nelle immagini fortemente evocative, che Franco Ferraro compone con mano sicura e tecnica raffinata, affiora una realtà ambientale dai suggestivi risvolti. La specificità della natura e dei luoghi, vicini alla esperienza soggettiva dell'artista e radicati nella sua emozionalità, emerge dalle magiche tessiture dei colori, che sanno conferire l'opportuno rilievo agli stati d'animo che sono chiamati ad interpretare e che rivelano, altresì, la consumata maestria dell'artista. ..... (V. Cracas)
.... adora il sole più dei pittori di macchia e di impressioni. Le sue opere, infatti, hanno sempre le vele spalancate e liete delle luce. Una luce che diventa bagliore di mezzogiorno estivo e dilatazione di metallo rovente quando Ferraro, premuto da improvvise istanze liriche, la spinge verso miti panici e mistiche trascendenze. Boschi e paesi solennemente inquadrati tra prismatiche trascendenze, promontori aderbati, fioriture campestri dalle pure innocenze di battesimo, presente e passato, realtà e sogno, sorrisi e accigliamenti, paci ed onde, favole e canto. Ecco i motivi dominanti di questo autentico artista, motivi eterni che nessuna rivolta artistica potrà mai cancellare. (A. Tiberio)
.....il Ferraro è una specie di "fauve" (e persino chiarista), innamorato della luce, la quale, nel contesto della sua opera si confonde con la materia della tessera cromatica. La luce e il colore centralizzano ogni regione del dipinto; e sono, queste zone, terre dissepolte, bruciate, venate e fettate, come a voler mostrare ogni mistero di sé. La natura quasi fuoriesce con la forza dei colori e si mostra nella sua pienezza multiforme, diventa quasi un emblema. .... (F. Tralli)
.... dipinge d'istinto, seguendo gli spontanei movimenti del cuore, l'estro del momento e, soprattutto, ciò che sente, quello che ha nell'animo, ciò che la musa gli suggerisce in quel preciso istante e in quel preciso luogo. La sua non è una pittura meditata, calcolata, programmata, che segue certe mode, ma è una pittura spontanea e sentita, anche se a volte travagliata. ....(O. De Rose)
.... pittore dal tratto deciso e attento. Concetti emblematici ben espressi. Quieta serenità di vecchi ben aderente alla coralità ambientale. Concetto descrittivo ricorrente nella problematica del nostro Mezzogiorno. Tematica di fondo interessante. Reminiscenze di un passato migliore. (N. Villari)
.... tele ed acquarelli ci pongono dinanzi ad un artista che non solo sa parlare, ma che ci mostra un mondo che ognor di più si va facendo caro alla memoria, un mondo fatto di semplicità, di cose genuine che danno all'uomo il senso della sua dimensione, documentano l'elevatezza della sua personalità, emergente in quel mondo rurale che Franco Ferraro mostra, anche, di prediligere. (G. Valente)
.... realismo, dunque, quello di Franco Ferraro, inusuale e fuori da una certa moda simbolica novecentesca: un segno però, quasi mai fotografico, in quanto la caratteristica principale della sua opera può indicarsi nel lavoro di scavo di personaggi e delle cose per rappresentarli nella loro essenza originaria.... (E. G. Belli)
.... sembra un osservatore attento ad immortalare gli oggetti, gli arnesi dal vecchio sapore delle cose di campagna, presentati con l'ordine che regnava nelle case linde e pulite di un tempo. Rivive così, nelle opere di Ferraro, quel mondo contadino, tanto caro, perché quasi cancellato dalla falsa civiltà del benessere. (D. Nunnari)
....ogni pennellata è un tocco d'arte, capace di armonizzare la vera visione del mondo meridionale nel fascino del "passato" con i suoi colori e tradizioni, riesce insomma a conferire una bellezza che nella realtà non esiste. Questo, grazie ad una pittura dove è molto evidente disegno, colore, tecnica e contenuto e dove, come dice lui, niente deve apparire casuale.... (F. Rizzuti)
.... è un artista istintivo, che lavora di getto nel realizzare le sue opere. La ricerca, inoltre, non lo abbandona mai e la resa compositiva, per questo giovane artista, è sempre valida sia sul piano stilistico che su quello formale .... (G. Leonetti Micera)
.... riesce a pieno a cogliere lo spirito del suo ambiente, che trasmette sulla tela con maestria ed eleganza. I suoi personaggi si muovono in atteggiamenti da far rivivere il passato. La sua arte è pura immagine di un'attenta riflessione personale, che ha maturato nel corso dei suoi giovanissimi anni. Pittore intelligente, spontaneo, considera i rapporti sociali come un vero equilibrio dei sentimenti umani. (U. Valente)
.... in questi anni, a livello di tecnica ha fatto una precisa scelta, passando dalla pittura ad olio al più difficile ed immediato acquarello, che presuppone sicurezza assoluta nei colori, mano ferma e rapida, precisione che non ammette ritocchi o ripensamenti. Il risultato è una particolare naturalezza nei colori che rendono viva e palpitante quella realtà ambientale di cui l'artista si fa interprete fedele ed amoroso, senza il filtro di particolari scuole pittoriche... (R.
Cimadori)
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