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Furio Galli
Mi chiamo Furio Galli e sono nato nel 1962 a Milano, città in cui vivo,
mi sono diplomato all'Istituto di Arti Grafiche Rizzoli, con specializzazione
in fotografia.
La Tecnica
Da 15 anni dipingo con olio e tecnica mista a rilievo e mi ispiro al genere impressionista.
Utilizzo il colore puro dal tubetto che " incido " con il pennello, spesso
preparo la tela con un fondo materico che permette di esaltare l'effetto a rilievo.
Per alcuni lavori utilizzo la sfoglia d'oro che aggiungo a caldo sopra i colori ad olio.
I miei quadri rappresentano cose che appartengono al quotidiano: il sole, il tramonto,
la luce, l'autunno che in me stimolano una reazione puramente sensitiva.
Questi lavori non sono però delle copie dal vivo, bensì sono frutto del ricordo
di queste sensazioni, che compongo a posteriori sulla tela.
Mostre
XIII Mostra dei Pittori del Naviglio Grande Milano 2000
XIV Mostra dei Pittori del Naviglio Grande Milano 2001
XV Mostra dei Pittori del Naviglio Grande Milano 2002
Liber/azione 2 Mostra Itinerante dei Libri d'Artista 2003
" Paesaggi di Pianura " esposizione personale presso Tikkun Milano 2003
Pubblicazioni
Corriere della Sera
City Milano
Il Giornale
La Repubblica
Inoltre le mie opere sono state pubblicate sul sito della RCS Libri, nella prestigiosa sezione " Speaker's Corner " dedicata all'arte.
Luce e Silenzio
Luce e silenzio sono le suggestioni che le opere di Furio Galli suggeriscono a chiunque le guardi.
L'artista milanese ha trasferito in pittura la tecnica fotografica appresa all'Istituto di Arti Grafiche Rizzoli, dove si è diplomato: spinto dall'urgenza di catturare le proprie emozioni per sottrarle all'usura del tempo, ha scelto di fissarle su un supporto indelebile, che non si sbiadisse come una fotografia. Le sue non sono istantanee, la sua non è una pittura estemporanea, i suoi paesaggi, gli alberi, i viali non sono ritratti dal vivo, ma mediati dal ricordo. Ciò che Furio riprende non è la realtà oggettiva, bensì il ricordo intimo e personale di quella realtà e, con esso, l'emozione sentita. Il suo impressionismo fa appello alla memoria, alla rielaborazione della mente, ma anche della pancia, delle sensazioni forti provate a fior di pelle. Nelle sue tele il colore abbonda fino quasi a risultare scolpito, su un fondo materico pazientemente elaborato: una sorta di trama imprigiona il colore per restituire all'esterno una luce interiore intensa e ricca di sfumature. Profondità aerodinamica, prospettiva a rilievo, uno spiccato chiaroscuro: proprio la qualità della luce conferisce una straordinaria resa della realtà e un immediato senso della profondità spirituale di Furio Galli, profondità che sembra materializzarsi in un cromatismo spinto e sublimarsi in uno spazio ritmico e in un tempo infinito fino a tradursi in uno spunto per scrivere versi. Se l'arte genera arte, qui la pittura dà origine a musica, scultura, architettura e poesia, in una visione lirica a 360 gradi. A voi le immagini e i versi…
Myriam
L’IMPRESSIONISMO MODERNO DI FURIO GALLI
Dopo aver preparato il supporto con un massetto a rilievo, Furio Galli passa all’incisione cromatica, spremendo i colori puri, direttamente sulla tela ed intervenendo con il pennello, per le rifiniture, le sfumature, le nuances.
Le varie campiture si alternano ai disegni ornati, abbozzati dal vero en plein air, ripresi a lume di candela e rifiniti in atelier, con una alchimia sui generis.
La rifrazione della luce, rispecchiata nelle opere degli impressionisti francesi, qui si riveste di arcani riflessi, mistiche rifrazioni ed eterei riverberi, arricchendosi di una natura intimista, di un’analisi interiore e di una sublime poesia.
Il mistero aleggia nell’aurora boreale, nella fata morgana, nell’isola di Youkaly, di primo mattino, e del raggio verde al crepuscolo, quando il cielo si riempie di un trionfante tripudio di luci sfavillanti, iridate dalle nuvole vaganti.
I tocchi leggeri, le spatolate veloci, le pennellate ampie delineano netti i profili di città ideali; rendono evidente la qualità dei fiori; frastagliano il cielo di ricami, in un intrico di alti fusti, contorti rami e verdi foglie.
La profondità, la prospettiva, il movimento danno la sensazione delle immense praterie, dei cieli infiniti e della profondissima quiete, in fuga verso l’estremo orizzonte, ove per poco il cor non si spaura. Le luci e le ombre del chiaroscuro accentuano i toni, evidenziano i contorni e sottolineano le rientranze e le sporgenze della sculto-pittura.
Furio Galli ha l’occhio così allenato ad osservare il vero, da trasmettere, alle sue composizioni artistiche, la chiara bellezza, accumulata nel tempo, e l’elegante finezza, sperimentata nell’abile tecnica, consolidata nella pluriennale esperienza.
Le sue parate di nubi a pecorelle, le sue spianate di tratturi, i suoi filari di alberi danno l’impressione del paesaggio naturale e spirituale, intatto e ideale, immediato ed incontaminato.
Il fruitore teme di calpestare la purezza della natura, entrando nel quadro; ma poi si lascia allettare dagli ameni spiazzi erbosi, dai riflessi sulle acque limpide, dalla grazia dei girasoli roteanti e si abbandona al fascino dei giardini incantati.
Scopre così un mondo parallelo al nostro, ma più bello e più vero, visto in chiave artistica, con la seduzione dell’immagine mediatica, di spessore interiore e di valore universale.
Il pastorello legge all’ombra dell’annosa quercia, in vicinanza del fedele Cardone ed in lontananza del padre zappatore; mentre sullo sfondo si staglia Ferrandina: la città del sole, circonfusa di gloria celeste. Il mitico quadretto rustico riporta all’idillio naturalistico dell’Arcadia, all’auspicio di un roseo futuro ed alla fantasia poetica di Furio Galli.
Gianni Latronico
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