GIOVANNI BONALDI

Giovanni Bonaldi. Nato a Serina (Bergamo) il 17 aprile 1965, si diploma presso il Liceo Artistico Statale di Bergamo nel 1983; 
decisiva la formazione con il maestro Umberto Tibaldi in merito alla strutturazione plastica della forma. 
Nel luglio del 1987 si diploma in Pittura presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano sotto la guida di Lucio Del Pezzo, Umberto Mariani, Luigi Veronesi, Renata Boero. Nell’incisione ha avuto come maestro Walter Valentini. 
Nell’ottobre dello stesso anno, è invitato dal direttore dell’Accademia, Gianni Colombo, ad affiancarlo in qualità di assistente nel corso di “Strutturazione dello spazio”. 
Dal 1993 è docente titolare di Discipline pittoriche ed Anatomia artistica, presso il Liceo 
Artistico “S.Weil” di Treviglio (Bergamo) e dal 2002 presso il Liceo Artistico Statale di Bergamo. 
Periodicamente collabora con Lucio Del Pezzo e con la poetessa milanese Alda Merini nella realizzazione di libri d’artista. 
Da tempo, sta compiendo uno studio ed un approfondimento della cultura ebraica a partire dalla Kabbalah che è una componente mistica della filosofia ebraica. Vive e lavora a Serina.

PRINCIPALI ESPOSIZIONI 

1986 
- Arte giovane, Studio Marconi, Milano.
- Premio nazionale Diomira per l’incisione, Galleria La Nuova Sfera, Milano.
- Il Duomo di Milano, realtà, storia e significati, Galleria San Fedele, Milano. 
1987 
- Artisti e scuole, Rotonda di Inverigo, Como.
- Premio delle Accademie Giuseppe Sobrile, Mole Antonelliana, Torino.
- Premio Internazionale di incisione, Expo-Arte, Fiera del Levante, Bari.
- XII premio di arti plastiche e figurative, Villa Reale, Monza.
1988
- Circolo Culturale Bertolt Brecht, Milano.
1991
- Premio Dante Alighieri, Montecitorio, Roma. 
- Portnoy, Cafè Letterario, Milano.
1992
- Galleria d’arte contemporanea Spazio Visivo, Roma.
1995
- Sala Crociera, Treviglio (Bergamo).
- Artisti docenti-assistenti della Nuova Accademia di Milano 1980-1995, Galleria San Fedele, Milano.
- Spazio Misurato, Chiostro conventuale, Serina (Bergamo).
1996
- Premio San Carlo Borromeo, a cura di Luciano Caramel, Marina De Stasio e Francesco Tedeschi, Palazzo della Permanente, Milano.
1997
- Sviluppi incontrollati, Bloom, Mezzago (Milano).
- Galleria Arsmedia, catalogo a cura di Riccardo Barletta, Bergamo.
1998
- Curva di fuga, presentazione del libro d’artista a cura di Roberto Sanesi, incisioni di Giovanni Bonaldi con testi poetici di Alda Merini, Rocca Sforzesca, Soncino (Cr).
- Spazio Arte, Fara Gera d’Adda (Bergamo).
- Salmi della gelosia, con testi di Alda Merini e Simone Bandirali, Calisto Cafè, Vailate (Cr) 
- Triennale dell’incisione, a cura di Mauro Corradini, Sala dei SS. Filippo e Giacomo, Brescia.
- Arte Fiera Milano, presentazione dell’abito-scultura per la stilista Daniela Gerini, documento video a cura di Riccardo Barletta, Milano.
1999
- Un luogo per nascere, Centro Culturale San Bartolomeo, Bergamo.
- Un maestro presenta un giovane artista: Lucio Del Pezzo-Giovanni Bonaldi, Parma.
- Passaggi a nord-ovest, Biella.
- Arredi liturgici, progetti e prototipi, a cura dell’UCAI di Bergamo, Teatro Sociale, Bergamo.
- La preghiera del Padre Nostro, Biblioteca Civica, Verdello (Bergamo).
2000
- Jubilaeum, Seminario Vescovile “Giovanni XXIII”, Bergamo.
- L’opera grafica, Galleria Arsmedia, Bergamo.
- Il peso non dorme, catalogo a cura di A. Fiz, Sala del Chiostro Conventuale, Serina, Bergamo. 
2001
- Premio d’arte città di Lissone, Pinacoteca di Lissone, Milano.
- Celestino V e la perdonanza, Basilica di Collemaggio, L’Aquila.
- Galleria Azzardo, Milano.
- L’idea tra due istanti, Calisto Cafè, Vailate (Cremona).
- Premio Internazionale d’arte Contemporanea (I ediz.), Pavia, giovane arte europea, Pavia.
2002
- MiArt, presentato dalla Galleria Antonio Battaglia Arte Contemporanea, Arte Fiera, Milano.
- Il peso non dorme, a cura di A. Fiz, Galleria Antonio Battaglia Arte Contemporanea, Milano.
- Il Crocifisso risorto, a cura dell’UCAI di Bergamo, Castello Albani, Urgnano (Bergamo).
- Canti delle salite, a cura di Sara Fontana, Galleria Arsmedia, Bergamo.
2003
- Rassegna Corpo, segno, superficie, Castello Estense, Ferrara.
- VIII ediz. Premio Borlotti, a cura di E. Treccani, G. Mazzotta, G. Severo, Imbersago (Lc).
- Partiture di viaggio, Calistocafé, Vailate (Cr).
- Il bambino cosmico, a cura di Martina Corgnati, Galleria Arsmedia, Bergamo.
- VI Biennale Europea per l’incisione, a cura di Rossana Bossaglia, Adriano Calavalle, Silvia Cuppini, Nicole Minder, Acqui Terme (Al).
- Luoghi d’incontro, Pinacoteca di Capo d’Orlando, (Messina).
- L’Origine tesa, IV Giornata Europea della Cultura Ebraica “L’Ebraismo e l’Arte”, catalogo Skira a cura di PierAngelo Sequeri e Nadine Shenkar con scritti di Giuliano Urbani (Ministro dei Beni e Attività Culturali), Amos Luzzatto (Presidente Unione Comunità Ebraiche Italiane), Riccardo Shmuel Di Segni (Rabbino Capo di Roma), Ehud Gol (Ambasciatore d’Israele a Roma), Brian Farrell (Vice Presidente Commissione Pontificia per il dialogo con gli Ebrei), Rocca Sforzesca - Museo della Stampa Centro Studi Stampatori Ebrei Soncino (Cr).

LIBRI D’ARTISTA

- Certificazioni d’esistenza, due incisioni di Giovanni Bonaldi con una poesia inedita di Alda Merini, testi critici di Riccardo Barletta e Lucio Del Pezzo, edito e numerato dall’artista, copertina di metallo cm. 16x22, foglio disteso cm. 22x120, Milano, 1997.
- Curva di fuga, incisioni di Giovanni Bonaldi con poesie e scritti inediti di Alda Merini, introduzione di Roberto Sanesi, la copertina in pergamena contiene 14 quartini di cm. 44x31, edizione numerata dalle edizioni dell’Ariete, Crema, 1997.
- 21 febbraio, una poesia di Alda Merini e un’incisione con intervento tattile di Giovanni Bonaldi, foglio cm. 20x27, edizioni Pulcinoelefante, Osnago, 1999.
- Splenduisti et vocasti, una poesia inedita di Alda Merini con una incisione di Bonaldi Giovanni, edizioni Il dodecaedro di Leonardo, Milano, 2000.
- Amore di carta, cinque incisioni di Giovanni Bonaldi con nove poesie inedite di Alda Merini, tiratura numerata e firmata in quaranta esemplari, edizioni Lo Sciamano, Milano, 2002.
- E risposta non ho, un’incisione all’acquaforte di Giovanni Bonaldi con testo poetico di Mario Narducci; tiratura in quaranta esemplari, edizioni Lo Sciamano, Milano, 2002.

LIBRI ILLUSTRATI 

- Alda Merini, Salmi della gelosia, ed. dell’Ariete, Crema 1997.
- Cristian Bonaldi, L’Esorcismo, ed. Segno, Udine 2002.
- Simone Bandirali, Dedalus, ed. dell’Ariete, Crema 2002.
- Mario Narducci, Il Deserto e i Giorni, L’Arca, L’Aquila 2003.

OPERE PUBBLICATE IN QUESTE PAGINE

Opera: Vergini-Madri, 2002. Acrilico su tavola, ottone dorato, bronzo, acciaio, piombo, 104x63x15 cm.
Spiegazione (tratta dal testo critico di Sara Fontana presente nel catalogo: "Giovanni Bonaldi-Canti delle salite" ed. Arsmedia 2002)
Nelle opere di Bonaldi si ritrovano elementi sempre dialoganti con contenitori geometrici lignei, che da neutri si sono fatti rossi, neri e dorati. E in questo caso il contenuto è dato anche da una simbologia ebraica concreta. 
Ecco allora la presenza costante dell'azzurro nelle sue infinite tonalità ed ecco alcune ricorrenze all'interno di questi "teatrini" della preghiera: il cotone rimanda al sogno, la retina sta per la coscienza, un piccolo e quasi impercettibile arcobaleno diviene simbolo dell'alleanza fra Dio e l'uomo. L'artista conserva le lettere ebraiche e altre presenze - la Bibbia, il libro aperto su un Salmo, il filo armonico e la figura umana - riservando però un immenso spazio vuoto a un immaginario giardino dell'Eden. Entro questo spazio colloca la figura, investendola di una tensione verticale che in alcuni casi l'assimila a una fiamma.

Opera: Canto di donna, 2003. Olio su tela, acrilico, oro, legno, 33x53,5x16 cm.
Spiegazione (tratta dal testo critico di Martina Corgnati presente nel catalogo: "Giovanni Bonaldi-Il bambino cosmico" 2003)
L’artista si occupa di antropologia. Di cabala. Quindi, in altri termini, della storia e della posizione dell’uomo nel cosmo. 
Nel suo insieme dunque, il lavoro si configura come un organismo complesso da cui ogni casualità risulta accuratamente bandita; dove ogni scelta, ogni elemento è inteso in maniera funzionale alla valorizzazione, o meglio al “respiro” del tutto. 
Ogni dettaglio si inserisce in un gioco di rimandi, di corrispondenze armoniche che vengono a configurare un vero e proprio “teatro filosofico” i cui fili convergono tutti nell’invisibile, vale a dire nella mente dell’artista. 

Opera: La fabbrica di Dio, 2000. Corda di violino, metallo, acrilico, 172x26,5x63,5 cm.
Spiegazione (tratta dal testo critico di Alberto Fiz presente nel catalogo: "Giovanni Bonaldi-Il peso non dorme" ed. Mazzotta 2000)
Attraverso la chiave filosofica Bonaldi coglie gli elementi primordiali dell’esistenza. Nei suoi assemblages tutto diventa simbolicamente immateriale e straordinariamente evocativo, determinando differenti percorsi di ricerca e differenti livelli di lettura. Nelle descrizioni in anamorfosi disegnate a inchiostro rosso, poi, emergono le strutture del creato incarnate 
nelle lettere divine. Ci troviamo, dunque, di fronte ad un’indagine che nasce per accumulazioni, dove sculture, disegni e -perché no?- oggetti e tecnologia s’integrano in una struttura composita simile a una misteriosa Wunderkammer. 
Del resto, infiniti sono gli strumenti che compaiono nella ricerca dell’alchimista Bonaldi, che all’interno delle sue scatole di plexiglas, indaga il rapporto tra l’uomo e l’universo, tra microcosmo e macrocosmo, tra peso e leggerezza.

Opera: La Tenda del Tempo, 2003. Olio su tela, sabbia, legno, partiture musicali di PierAngelo Sequeri, cm 105,5x163x13.
Spiegazione (tratta dai testi critici di PierAngelo Sequeri e Nadine Shenkar presenti nel catalogo: "Giovanni Bonaldi- L'origine tesa" ed. Skira 2003)
Bonaldi monta piccole macchine dell’invenzione nella sua accezione originaria: dove l’inventio è ancora scoperta del meraviglioso che c’è nella creazione, prima di immaginarsi presuntuosamente come la sua continuazione. Bonaldi, con le sue macchine poetiche, rifà il verso -sub contrario- all’ossessione tecnologica, decostruendone la presunzione e 
riportandola alla sua origine genuina: l’osservazione del nomos della terra e il riconoscimento dei suoni armonici fondamentali. 
Le sue sono macchine pitagoriche, che mettono in tensione la grammatica delle forze elementari in cui il mondo fisico e lo spirito vivente si annodano inestricabilmente: rendendo impossibile la loro separazione, e immediata la percezione della loro divina proporzione. (PierAngelo Sequeri)

Giovanni Bonaldi è un grandissimo narratore che ci racconta l’Essere infinito, En sof, attraverso immagini dinamiche intrecciate a numeri e alle ventidue lettere fondamentali della creazione, perché nella scrittura, nella parola e nella lettera si sente il suono; e siccome la creazione, sia nella religione ebraica sia in moltissime altre religioni, è un momento di suono, 
i lavori di questo artista diventano un continuo riverberarsi della “musica” originaria. 
(Nadine Shenkar)

Canto di donna La fabbrica di Dio La tenda del tempo Vergini - Madri

Giovanni Bonaldi

Indirizzo: Via Pineta, 1 - 24017 Serina (BG)

Telefax: 0345.66169      Cell. 3384987812
bonaldigiovanni@virgilio.it

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