GLADYS CARONN

Gladys Carolina Mastrangelo (in arte Gladys Caronn), è nata il 30/01/1977, a Città del Guatemala ed è residente a Ferrandina (MT). 

Ha l’hobby del computer, della lettura e della musica. 

Ha conseguito il diploma di maturità artistica al Liceo Artistico Statale di Matera ed il diploma di laurea in Scultura, presso l’Accademia di belle Arti di Bari, con Votazione 110/110 e lode.

Ha partecipato a mostre, rassegne e convegni, conseguendo l’interesse della critica ed il plauso del pubblico, con premi e riconoscimenti vari. Le sue opere si trovano in collezioni private, in città italiane e straniere.

Fa parte dell’Associazione “Ernesto De Martino” e “IL GIRASOLE” di Gianni Latronico. 

LA NUOVA FIGURAZIONE DI GLADYS CARONN
Avendo un innato talento artistico, una grande capacità di elaborazione ed una straordinaria padronanza dei mezzi espressivi, Gladys Caronn dialoga con la realtà, tramite il messaggio estetico di colori squillanti, in immagini fantastiche e forme suadenti, in tondeggianti sculture e bronzei bassorilievi.
Visi assorti di donne angelicate e corpi slanciati di uomini tormentati si alternano a nudi castigati e torsi plastici, in policrome terrecotte patinate; mentre aprichi paesaggi, fresche cascate, vie luminose subentrano a ritratti di dolci fanciulle e di angeli osannanti intorno a madonne assunte in cielo.
Questa nuova figurazione rivela due anime, due maniere, due stili, dissolti in forme flessuose, masse in levitazione, corpi in tensione, per i riverberi dello spirito e le movenze dell’anima su statue e dipinti solenni di luce diafana, in verticale e vibranti di colore acceso, in movimento.
La formazione accademica di Gladys Caronn si rispecchia nella precisione del disegno ornato, nella profondità della prospettiva dinamica, nel chiaroscuro degli effetti cangianti, nella striatura dei volumi rotolanti, nella lumeggiatura di partiture scandite nel ritmo dello spazio e nella morbidezza delle pieghettature, nei panneggi vellutati.
L’anatomia scarnificata fa guizzare i muscoli, pulsare le vene, contrarre i tratti ed accentuare i lineamenti; la scenografia disegna elementi ornamentali, per interni ed esterni; l’architettura naturale evidenzia gli architravi, le ogive, i rilievi nei vuoti e nei pieni delle rientranze e delle sporgenze, delle nicchie, delle colonne e dei capitelli.
La contorsione di Laocoonte, di Paolo e Francesca, dell’Annunciazione non si rifà al mito, alla leggenda ed alla religione, ma serve per esprimere il solido spessore della sua preparazione culturale, la forza esuberante del suo animo sensibile e la fantasia poetica della sua ricca immaginazione.
La poliedrica espressione formale è ammantata di mistero, è soffusa di grazia ed è piena di armonia, interpretandone gli essenziali valori, con una potente abilità tecnica, una spiccata impronta personale ed un soffuso afflato lirico, aleggiante in ogni fibra della tela ed in ogni frammento della scultura.
Il cromatismo lirico delle sue opere d’arte pone in sintonia soggetto ed oggetto, autrice e rappresentazione, immagine e fruitore, in un interscambio predisposto dal tessuto connettivo, agevolato dalla magia compositiva ed attuato da spiazzi erbosi invitanti, angoli paradisiaci seducenti e fregi figurativi allettanti.
Gladys Caronn ricorre ai maestri classici, all’arcadia idilliaca, ai ritrovati moderni ed alla realtà visibile, senza mai copiare, ma sempre con il pretesto di una chiave di lettura, per dipanare l’aggrovigliata matassa della sua psiche, in continua fibrillazione, chiarendo a se stessa ed agli altri il groviglio delle sue emozioni.
Lei crea, porge, presenta, anche quando toglie l’orecchino perlaceo alla ragazza innamorata di Vermeer; quando aggiunge gli alati angioletti all’empireo celeste e quando conferisce sembianze umane alla Madonna della seggiola, a Santo Padre Pio, ai piccoli gnomi, ai furbi spiritelli ed alle ingannevoli sirene del Mediterraneo.
L’acuta tensione della forma, l’infuocata vibrazione della luce, l’accesa tonalità del colore accentuano gli elementi pittorici, innalzano l’andamento sinfonico e diventano simboli di ricchezza interiore, di intuizione visiva, di flussi e riflussi della coscienza individuale e collettiva, elevata all’universalità della catarsi artistica e delle fantasie poetiche.
Gianni Latronico

GLADYS CARONN’S NEW FIGURATION 
Having an innate artistic talent, a great elaboration ability and an extraordinary mastery of expressive means, Gladys Caronn converses with reality, through the aesthetical message of ringing colours, in fantastic images and persuasive forms, in round sculptures and bronzy bas-reliefs. 
Absorbed faces of angel women and slender bodies of tormented men are alternated to chaste nudes, plastic torsos and varnished, polychrome terrecottas; sunny landscapes, fresh falls take over to bright portraits of sweet young girls and hailing angels around madonnas accepted in the sky. 
This new figuration reveals two souls, two ways, two styles, dissolved in supple forms, masses in levitation, bodies in tension, for the reverberations of spirit and the movements of soul, over statues and solemn pictures of diaphanous light, in vertical and vibrating, bright colour, in movement. 
Gladys Caronn’s academic formation mirrors itself in the precision of adorned sketches, in the depth of dynamic perspectives, in the chiaroscuro of changing effects, in the striation of rolling volumes, in the heightening of scores, articulated in the rhythm of space, in the softness of pleats and in the velvety of drapes. 
The stripped anatomy lets muscles quiver, veins pulsate, lines contract and features accent; scenography draws ornamental elements, for insides and outsides; natural architecture underlines lintels, ogives, relieves in the void and in the full ones of indentations and prominences, in niches, columns and capitals. 
Laocoonte’s, Paul’s and Francesca’s, Annunciation’s contortion doesn’t go back to myth, legend and religion, but it serves to express the solid thickness of her cultural preparation, the exuberant strength of her sensitive mind and the poetic imagination of her rich imagination. 
Polyedric, formal expression is mantled of mystery, suffused of grace and full of harmony, interpreting essential values with a powerful, technical ability, a strong, personal imprint and a subtended lyric inspiration, blowing in every fibre of canvases and in every fragment of sculptures. 
The lyric chromatism of her art works sets in tuning subject and object, author and representation, images and observers, in an interchange predisposed by connective fabrics, facilitated by magic compositions and effected by inviting, grassy clearings, seductive, paradisiacal angles and tempting, figurative friezes. 
Gladys Caronn goes back to classical teachers, idyllic Arcadia, modern discoveries and visible reality, without copying them, but always with the pretext of a reading key, in order to unravel the entangled skein of her psyche, in continue fibrillation, clarifying to herself and others the tangle of her emotions. 
She creates, hands, presents, even when she removes the pearly earring from the girl in love with Vermeer; even when she adds the winged, little angel to the celestial empyrean and even when she confers human semblances to our Lady of the chair, Saint Father Pious, small gnomes, cunning goblins and the deceptive sirens of the Mediterranean Sea. 
The acute tension of forms, the hot vibration of lights, the burning tonality of colours accent pictorial elements, raise symphonic courses and become symbols of interior wealth, visual intuition, flows and refluxes of the individual and collective conscience, that is elevated to the universality of artistic catharsis and poetic fantasies. 
Gianni Latronico

A Leonardo A mia madre A mio figlio A Vermeer

Gladys Caronn

Indirizzo: Via Olmi 24, a Ferrandina (MT)

Tel. 
gladyscarom@tiscalinet.it

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