GIANNI LATRONICO

Gianni Latronico
Il Prof. Gianni Latronico, vive ed opera a Matera in Via Dante, 78. 
Ha conseguito la Laurea in Lingue e Letterature Straniere all'Università Bocconi di Milano, scrive recensioni in inglese, tedesco, francese, spagnolo e portoghese. E' stato direttore artistico della rivista "La Fenice"; collaboratore, per il Sud, della rivista "Quadri e Sculture" edizioni S.M.A.C. Roma e di ART LEADER; Redattore della rivista: Rassegna delle tradizioni Popolari-Schena Editore Fasano ed attualmente scrive recensioni per Acca In Arte – Roma e per l’Altra Arte di rcslibri, www.speakers-corner.it , con la presentazione di Myriam Alex. 

L’ARTE GESTUALE DI GIANNI LATRONICO

Nell’arte di Gianni Latronico, le cose terrene sono ombre, parvenze, vanità; mentre la realtà vera consiste nei concetti sublimi, nelle immagini virtuali, nelle idee pure, illuminate dalla 
luce soprannaturale, che fa vivere le brutte copie, le vuote sagome, le gaie marionette del sistema. Tutta apparenza e nessuna sostanza. Il ghiaccio bollente, il vero immaginario, il figurativo astratto è l’ossimoro che sdoppia la realtà in immagini concrete e multimediali. 
Pittura e poesia intervengono sia nella prima, che nella seconda fase della sua doppia visione su tela ed in video, con il colore e con il mouse, nelle mostre itineranti e nelle gallerie  virtuali. Da esteta nato, egli insegue l’idea bella, la scopre, la corteggia, la seduce, la conquista, la rende sua, calandola nella sua anima e la esprime, dissolvendola su tela. Al gesto del distacco dalla materia prima subentra la piena immersione nell’arte totale. Finito il dipinto sul supporto materiale, con pigmenti e pennelli, comincia il momento tecnologico della trasformazione, con la manipolazione digitale, l’acquisizione, la rotazione e la colorazione dell’immagine. Il quadro va incontro ad una selezione sorgente dal video ed irradiante l’opera omnia che, dal primitivo disegno ornato passa alla composizione astratta, seguendo gli impulsi dell’inconscio. È come se la tabella degli effetti in linea fosse collegato con i diagrammi del poligrafo interiore ad effetti speciali, di natura ideale. Rendering, rotazione, increspatura, rilievo si adeguano alla gestualità ieratica, ai colori in movimento, agli stimoli dei sensi ed all’estro dell’ispirazione del momento, per far succedere alla sensazione visiva la visione onirica, all’aldiquà l’aldilà, alla materia lo spirito, alla fantasia il sogno. 
Così appaiono sullo schermo luci lenticolari al centro, massi erratici alla deriva, tinte psichedeliche al neon, da incanalare nel tessuto connettivo, non più metaforico, bensì informale. L’antinomia tra bene e male, parvenza e sostanza, reale ed irreale, qui cede il posto a tutte le altre categorie dell’animo. L’imperativo categorico consiste nell’armonia, nella luminosità, nell’elevazione interiore, servendosi del mezzo mediatico, per indagare l’esistenza umana. Lo scavo psicologico è nei segni filamentosi, nei tocchi cromatici, nelle forme a rilievo surreale, con art brut, action painting, optical, virtual, gestual art.
Chi cercasse le fattezze esteriori, i profili reali, il riscontro naturalistico, rimarrebbe deluso; mentre chi analizza i sentimenti eterei, le inclinazioni spirituali, le linee dadaiste, va incontro ad idee pure senza corpo, ammantate di luce, vaganti nella musica dell’infinito. Del tutto estraneo alla realtà circostante, Gianni Latronico vive in una nobile dimensione trascendentale, dall’interno della sua caverna platonica, nell’Iperuranio e dall’alto del suo eburneo castello, nell’Empireo. Né l’uno né l’altro possono essere abbattuti dalle umane miserie, perché non sono costruiti con il vile cemento delle costruzioni abusive; ma sono fondati sulla roccia naturale dell’arte sublime, eterna, immortale, dove non spirano i venti di guerra, la brezza delle morte stagioni, bensì l’aurora boreale dell’estasi divina. 

Yvan

GIANNI LATRONICO’S GESTUAL ART

In Gianni Latronico's gestual art, terrestrial things are shades, appearances, vanities; whereas 
true reality consists of sublime concepts, virtual images, pure ideas, illuminated by  supernatural light, that lets empty outlines, vacuous thoughts, cheerful marionettes live on our 
earth. All appearance and no substance. Hot ice, imaginary truth, abstract figurative is the 
oxymoron, that uncouples reality in concrete multimedia images. 

Painting and poetry intervene both in the first and in the second phase of his double vision on 
canvases and video, by colors and mouse, in real museums and virtual galleries. As a born 
aesthete, he pursues beautiful ideas, discovers, courts, seduces, conquests and makes them a part of himself, lowering them in his soul, expelling and dissolving them on canvases. To the gesture of separation from raw materials, full immersion takes over in his total art. Once ended painting, on material supports, by pigments and brushes, the technological moment of 
transformation starts, by image digitalisation, acquisition, rotation and colorization. Pictures 
go toward a selection, rising from video and irradiating his whole art work that, from primitive 
adorned sketches, passes to abstract compositions, following the impulses of unconsciousness. It is, as if the chart of line effects were connected with the diagrams of the interior polygraph, to the special effects of ideal nature. Rendering, rotation, ripples, relieves adjust themselves to stately gestual art, colors in movement, sense spurs and fancy inspiration, to let oneiric vision follow on visual feeling, another world on this one, spirit on matter, dream on imagination. So, on the screen, lenticular lights appear at center, erratic rocks adrift, 
psychedelic ones at neon, in order to channel them in connective fabrics, that are not any more metaphoric, but informal. The antinomy between right and wrong, appearance and substance, real and unreal, here gives up the place to all the other categories of mind. Categorical imperative consists in harmony, brightness, interior elevation, using mediatic means, to investigate human existence. Psychological excavation is in filamentous signs, chromatic touches, embossed, surreal forms, by art brut, action painting, optical, virtual, gestual art. Who were looking for exterior features, real profiles, naturalistic comparisons, would remain disappointed; whereas who is analysing ethereal feelings, spiritual inclinations, dadaistic lines, goes toward pure ideas without body, light mantled and wandering in the music of infinity. Entirely extraneous to surrounding reality, Gianni Latronico lives in a noble, transcendental dimension, from the inside of his platonic cavern, in Hyperuranium and from the height of his ivory castle, in Empyrean. 
Neither of them can be dejected by human poverties, because they are not built by the coward cement of unauthorized constructions; but they are founded upon the natural rock of sublime, eternal, immortal art. Neither war winds, nor the breeze of dead seasons are flowing here, but there is only the northern aurora of divine ecstasy. 

Yvan

Nicola Barnabà, dice : 
Una sorta di ambiguità espressiva, partecipe del mistero della natura, sembra caratterizzare, fin dal principio, l'arte di Gianni Latronico, pittore e poeta Lucano; sebbene l'immagine appaia composta e unitaria nei suoi dati connettivi, che la contraddistinguono e la distinguono nel variegato paesaggio dell' attuale ricerca artistica. Un'arte che talora può apparire ripetitiva e che svela poi un substrato denso di attente esplorazioni, di ricerche lucidamente vagliate, che non balzano subito all'occhio, ma che richiedono un tempo di assuefazione, per essere colte in tutta la loro estensione. 
Dicevamo dell'ambiguità. Tra reale ed astrazione, ad esempio. Che si avverte anche ad una rapida lettura, nell'articolazione complessa delle forme - entro spazi cromatici puramente astratti nell'allusività di plastiche e sinuose aggregazioni formali, dal forte spessore 
allusivo-emblematico, che paiono altresì processi germinativi della materia, esplorazioni 
sull'origine della vita e sull'inafferrabilità del pensiero, pur velatamente presente. Siamo al 
di là delle apparenze e delle articolazioni convenzionali, lontani dalla superficie esteriore 
delle cose e delle vanità della siepe terrena. 
Uno scandaglio animato da un avvertimento dei meccanismi profondi dell'esistenza, di cui l'uomo è partecipe, oltre la realtà quotidiana, all'interno dei ritmi naturali e inconsci della vita. E da questa prospettiva ideale, appunto, di integrazione cosmica dell'uomo e del suo ambiente, dello spirito e della materia, recuperabile nel microcosmo,a livello primitivo-istintivo, cellulare e molecolare, potremmo dire, ovvero nei grandi spazi dell'universo, che sembra muovere, su di un piano filosofico, oltre che intuitivo, l'arte di Gianni Latronico. 
La forma è involucro, che contiene energia, tesa da interne e vitali pulsioni, che si dispone secondo la superficie di maggiore tensione. Gli itinerari connettivi della materia assumono l'aspetto di oscuri dedali, irriducibili ad un disegno di pura matrice logica e figurativa. L'arte nasce da una condizione di estrema intuitività, oltre che dalla capacità rappresentativa, da un atteggiamento quasi sacrale, per certi versi automatico del fare arte, che porta l'artista all'esaltazione del dato surreale alla poetica del gesto, al mito dell'iperuranio. 
E tuttavia Gianni Latronico vive lucidamente la sua esperienza, è alla continua ricerca di significazioni nuove del suo mondo intuitivo. Egli si muove con consapevolezza, con 
intelligenza critica. Una riprova di ciò viene dall'importanza che l'artista dà alla tecnica 
compositiva, con cui conduce la ricerca. La scelta di determinati colori, per esempio, risponde ad un'urgenza intuitiva, che aderisce altresì ad un'esigenza funzionale della stessa espressione, che esalta l'immagine, nella dimensione di una maggiore drammaticità,di una percezione rugosa e inquieta della vita, che si sovrappone nell'equilibrio,alla grazia, che derivano dall'avvertimento dei ritmi profondi dell'esistere. Anche per questo, l'artista Gianni Latronico sente il bisogno di recuperare un ordine nell'espressione, di riannodare l'arte alla vita, storicamente, filosoficamente, oltre che come espressione privata e contingente, quale demiorgo delle idee pure.

Primavera Estate Autunno Inverno

Gianni Latronico

Indirizzo: Studio Via Dante 78 - 75100 Matera (Italia)

fax/tel. 0835/335460
fekrgl@tin.it

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