MARIA CHIARA MIGNANI

Maria Chiara Mignani è nata a Senigallia (AN) il 29.06.1956.

Ha frequentato numerosi corsi di tecniche pittoriche ed affresco con Marco ZANUSSO, corsi di grafica presso la “Bottega del Tintoretto” a Venezia con Roberto MAZZETTO, corso di mosaico con Massimo DEISSE’, scultura con Giuseppe VIO e stampa su stoffa al Museo FORTUNY.

Ha studiato danza classica con il maestro Christian FERRIER. Collabora anche con alcuni centri culturali veneziani di teatro e danza (CTR) realizzando le scenografie e coreografie per la danzatrice Michela RADDI e ha ideato la scenografia ed i costumi di numerosi spettacoli come “Inkognito” musical liberamente tratto dal gioco di A. RANDOLPH e L. COLOVIN nel 1997. Nel 2000 è stata incaricata di creare per il prestigioso “Gran Teatro La Fenice” i costumi dello spettacolo “Candide” di Leonard BERNSTEIN tratto dal romanzo di VOLTAIRE.

Si segnala inoltre l’esecuzione di dipinti ad olio per lo studio di alcune scenografie del regista Aldo LADO. 

E’ attualmente responsabile presso la scuola media statale “PISANI” di Venezia-Lido delle attività cinematografiche didattiche. In particolare è stato ideato e realizzato, durante l’anno scolastico 2000-2001, un video sul tema della salvaguardia del mare nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione promossa dal Ministero delle politiche agricole e forestali.

Premi e Concorsi a cui ha partecipato:
1994 – Cartolina d’artista – Galleria “BAC ART STUDIO” – Venezia.
1995 – Premio Nazionale d’Arte del Miniquadro – Breno.
1996 – Cartolina d’artista – Galleria “BAC ART STUDIO” – Venezia – Opera selezionata per la Fiera d’Arte Contemporanea “MIART97” – MILANO.
1996-1997-1998 – Premio Nazionale Arti Figurative “Ruga Giuffa” – Venezia.
2000 – 1° Concorso di Pittura dell’Associazione “LIDO DONNA” – Venezia-Lido.


Mostre personali:
1998 – “Partiture e Composizioni” - Scoletta Dei Callegheri - Campo San Toma – Venezia.
1999 – “Materia Tonale” - Scoletta Dei Callegheri - Campo San Toma – Venezia.
2001 – “Art Factory” - Galleria V&V Projects - Corso Fogazzaro, 147 – Vicenza.
2001 – Galleria d’Arte Moderna Benvenuti – Calle dei Fabbri, 923 – San Marco – Venezia.

Mostre collettive:
1994-1995-1996 – Galleria San Vidal - Campo Santo Stefano – Venezia.

Hanno scritto di Lei:
Suzel Berneron
Ezio Mignani
Maria Lucia Ferraguti – “La Domenica di Vicenza” – Marzo 2001
Victor Arellano Rey – “Juliet Art Magazine” – Aprile 2001

Critica di Victor Arellano REY - Gennaio 2001

L'antologica di opere della pittrice Maria Chiara Mignani ci propone una vivace varietà tanto di stili quanto di soggetti. Nondimeno, a fungere da sottile trait d'union tra i vari dipinti, risalta quella capacità del tutto personale di impadronirsi delle tecniche, dalle più correnti alle meno consuete.
Maria Chiara opera in primo luogo con il disegno, processo attraverso il quale ogni artista rivela i reali fondamenti della sua arte: il disegno non mente. Oltre che a rivestire una sua autonomia (ne sono testimoni le apprezzabili incisioni) il disegno è poi "usato" come intermediario tra la forma e l'idea, la quale idea si definisce con il colore, a rendere un impasto nella continuità di due sfere parallele.
Il colore apre un universo ancora più sterminato di quello che l'Autrice ha già sondato attraverso il segno: pittura ad olio, ad affresco, mosaico, calcografia.la curiosità di questa poliedrica artista non conosce pause.
Volendo fondere in un dato biografico la sua passione per l'arte a trecentosessanta gradi vale per tutte ricordare la frequentazione di numerosi corsi di formazione nella città di Venezia dove attualmente abita. E nella città lagunare la sua arte ha trovato suggestivi motivi d'ispirazione: le vedute, gli scorci, la riproposizione di alcune isole, che dimenticate tanto dall'aurea tradizione del vedutismo quanto dai più prosaici souvenirs, vengono riscattate e al tempo stesso elevano al di sopra della "Venezia da cartolina" la produzione di M.C. Mignani.
E' dunque un rapporto di dare-ricevere quello che intercorre fra l'artista e la sua città d'adozione la quale ritorna nelle atmosfere rarefatte e nella densità dei suoi simboli, nel colore molto diluito, impreziosito dai pigmenti dorati, nella lunga meditazione che precede il segno. Segno che conclude, inferto con padronanza incisiva.
Insieme al paesaggio l'artista perlustra il tema della natura morta. La sua predilezione va ancora una volta alla tecnica ad olio ed ancora una volta al soggetto dimesso, secondo la grande lezione morandiana. Maria Chiara dipinge bottiglie, vasi, terrecotte, e dalla pittura si evince la reale esperienza del quotidiano, la ceramica riflette un'altra delle sue passioni: la scultura che sorprendentemente ci parla, ancora una volta, di un arte tutta in divenire.
Critica di Maria Lucia FERRAGUTTI - Marzo 2001

Una Venezia delicata ed intensa che all'improvviso svapora sui toni di limpidi azzuri e di raffinati seppia. Il lirismo come premessa perche' Maria Chiara Mignani medita sulle improvvise aperture di visioni, sul fascino sottile di nobili case isolate, sul rapporto con la mobilità dell'acqua. Non esclude la pittrice di alcune nature morte: qualche vaso, una bottiglia, che rinviano a Morandi autore, per lei bolognese d'origine, particolarmente seguito ed amato.

Critica di Ezio MIGNANI – 1999

Gli affreschi
L'artista ripropone paesaggi veneziani secondo l'antica tecnica ad affresco riprendendo fedelmente i procedimenti antichi. Ottiene così, con tocchi particolari, immagini e colori che sembrano rubati agli intonaci usurati delle facciate ed al casto biancore degli edifici di pietra che parlano un linguaggio misto di glorie passate e di decadenza presente. Le atmosfere che ne derivano vengono esaltate da trasparenze velate, possibili solo con questa difficile tecnica, che mettono in risalto il fascino emozionante della luce che avvolge in un abbraccio struggente tutta la città.

I Paesaggi e le Vedute
La prevalente presenza di Venezia nelle sue composizioni e la sperimentazione di tecniche diverse testimoniano una continua ricerca tesa a stabilire un legame tra scorci tipicamente veneziani ed una serie di vedute immaginarie libere da ogni riferimento a luoghi specifici, dove traspare il recupero della tradizione del colore veneto ricco di vibrazioni che appartengono unicamente alla città lagunare.

Le Nature Morte
Bottiglie, recipienti, vasi, brocche delle cui forme l'artista sente il fascino sono i modelli, gli interlocutori del suo dialogo in tutta la loro solitudine. Nelle mutevoli composizioni acquistano una personalità quasi a stabilire sottili relazioni tra di loro per raggiungere un equilibrio tra forme e colori.


Critica di Suzel BERNERON - 1998.

La pittura di Maria Chiara Mignani e' percorsa dalla stessa fatale ed ineluttabile ebbrezza che devono aver provato anche i grandi pittori impressonisti.
Saranno stati anche loro "stupefatti" dall'affinità tra finalità e fine in una Venezia epicentro di tutti gli assoluti?
Avranno anche loro dipinto con le lacrime, fino all'ultimo soffio di vita, questa provocazione a impazzire d'amour à mort, le stesse acque, gli stessi riflessi, gli stessi palazzi, con nel cuore la rabbia dell'anima gelosa, che non potrà mai impadronirsi dell'amata?
Le composizioni di Maria Chiara Mignani con le loro orchestrazioni cromatiche si aprono alle docezze del tono in una trasparenza di aria e di luce...
Le "impressioni" dell'artista potano in sè la coscienza dell'ineluttabilità di Venezia.

Natura morta con bottiglie blu Veduta del Canal Grande Veduta del Canale della Giudecca Fiori di Magnolia

Maria Chiara Mignani

Indirizzo: Via Enrico Dandolo, 39 - 0126 Venezia-Lido
Tel. 041 526 94 89

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