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MARIO LOPRETE |
Mario Loprete nato a Catanzaro il
19/09/68, Mostre personali 1999- Memorie – Sala “Andrea Cefaly “ – Catanzaro . 2000- Ricordi – Sala Espositiva Brezia – Serrastretta (Catanzaro ). 2001- Diario Segreto – Galleria d’Arte “Le Nove Muse” – Catanzaro. 2001- Appunti di Viaggio – Galerie Kadrissime – Saint-Raphael (Francia) . 2002- With Pride – Fondazione “Fiorentino Scoppa “ ex Educandato - Catanzaro Mostre collettive 1999- Mostra Collettiva di Giovani Artisti – Sala “Andrea Cefaly “- Catanzaro. 2000- Mostra “Arte Incontro”- Galleria d’Arte “Mattia Preti “ – Catanzaro. 2001- Mostra “ L’Anima e il colore” – Galleria S. Bernardo- Organizzata dal Min. Interno – Roma . 2001- Mostra Collettiva d’Arte Contemporanea – Galleria Matisse – Roma. 2001- Mostra Collettiva di Giovani Artisti – Galleria La Chimera – Lecce. 2001- Festival Internazionale del Miniquadro – Galleria Europart – Bologna. 2001- III Certamen de Artes plasticas – Fondacion “ Josè Lapayese Bruna” – Calamocha-(Spagna). 2001- Mostra – Concorso - “Fondacion Volpe Stessen”- Buenos Aires ( Argentina ). 2001- Biennale di Arte Contemporanea- Monterosso Calabro ( Vibo Valentia ). 2001- Mostra Collettiva di Arte- Swedish American Museum Center – Chicago ( USA ) . 2001- 2° Salon International de Peinture et de Sculture- Place du Casino- Montecarlo. 2001- Mostra Collettiva- Arts Gallery of Roger’s Park – Chicago ( USA ) . 2002- Mostra Collettiva di Arte – Galerie Espace Richelieu – Parigi ( Francia ). 2002- Mostra Collettiva di Arte – Galleria Aceas – Barcellona ( Spagna ) . 2002- Premio “ Sila “ – Museo Civico “Mattia Preti “ – Taverna (Catanzaro). 2002- VII Premio Morlotti- Villa Castelbarco – Imbersago ( Lecco ) . 2002- XXIX Premio Santhià – Museo Civico – Santhià ( Vercelli ) . 2002- Premio Arte Mondadori – Palazzo della Permanente – Milano . 2002- 42° Premio Suzzara - Sez. Libera Partecipazione – Suzzara ( Mantova ). 2002- 6° Premio Intern.“Citta di Laives 2002”-Casa della Cultura tedesca –Laives (Bolzano). 2002-XVI Premio di Pittura “Treccani degli Alfieri”-Sala Civica- Montichiari (Brescia ). PRESENTAZIONE E CRITICA. Artisticamente si e’ formato da autodidatta,studiando la storia dell’arte e i grandi Maestri in modo asettico,senza contaminazioni esterne. Fino al 1998 dipingeva senza canoni ben precisi e con le tecniche più svariate, cercando di capire gli impasti e le velature di Maestri dell’ Ottocento e del Novecento. Poi ha conosciuto il Maestro Giovanni Marziano, dal quale apprende quotidianamente la tecnica e le nozioni, migliorando il suo modo di interpretare artisticamente un soggetto. I soggetti rappresentati sono utensili di vita domestica,la figura,pietre,chiodi,catene,aeroplani di carta,contenitori di vetro, tutto ciò che nella nostra vita quotidiana è capace di raccontare dei momenti e dei frammenti di vita vissuta, che suggeriscono la caducità della bellezza, del tempo che inesorabilmente corrode, del trionfo del passato sulla vita moderna; temi questi che di fronte ad un mondo dove il sistema di comunicazione è una realtà di massa, vengono messe da parte per far posto a sterili forme d'Arte . “Sono terribilmente e morbosamente attratto dalle persone di colore e dalle pietre,li ritraggo entrambi con la massima intensità emotiva.La figura umana è affascinante da ritrarre,ma le persone di colore sono una sfida. Sono molto espressive e sono a mio modesto avviso, l’incarnazione e la materializzazione dell’ Anima. Un discorso a parte meritano le pietre che anche se sono differenti tra loro, riescono nell’insieme a sembrare una unica cosa ,ostacolando il progressivo deterioramento del tempo,tramandandoci la storia che ognuna di loro è in grado di raccontare”. Nel 2002 ha frequentato i Seminari : “ Dall’Estetica del paesaggio all’estetica della musica “ , relatore E. Matassi ; “ Stabilità e mutabilità nella fruizione e nella costruzione del paesaggio” , relatore R. Giuffrè ; “ L’anima s’immagina quello che non vede…per l’estetica del paesaggio del sublime”, relatore R. Gaetano; “ Un’estetica per la città del terzo millennio “ , relatore A. Bianchi. Luce e Luce d’ Ombra.La Pittura di Mario Loprete di Lia Briganti Pur essendo di giovane età, Mario Loprete, autodidatta, mostra nella sua arte una perizia tecnica ed una grazia figurativa proprie di un maestro e di un indubbio talento. Nel paesaggio, la campagna ed angoli della sua città,Catanzaro, si rivela la sua maestria nella scelta delle velature,degli impasti di colore ,delle dissolvenze delicate, lo studio attento della luce. La pittura paesaggistica di Loprete prosegue la miglior tradizione artistica di pittura dal vero del paesaggio italiano ed evoca gli scorci pittoreschi amati dai Romantici inglesi e tedeschi,lo sguardo sulle vedute naturalistiche dei Macchiaioli,la pittura verista. Il chiarore del sole soffuso sui paesaggi, i muri gialli e bianchi, gli intonaci scrostati, gli antichi portoni, i panni stesi ad asciugare,il casale nella macchia, illuminano lo sguardo e donano la quieta bellezza dell’ istante in cui quei luoghi, testimoni del tempo e di tante vite, sono stati ritratti. La ricerca sulla luce è uno degli aspetti essenziali della pittura di Mario Loprete. Uno studio attento della figurazione caratterizza le opere più recenti ;Loprete ritrae oggetti della quotidianità, chiodi, forbici, sedie, scale,catene pietre, sassi, che grazie alla nuda ambientazione degli sfondi e alla luce che riesce a creare, si elevano ad un valore simbolico, estatico e misterioso,che sorprende. Se la pittura di Loprete nel paesaggio è pittura solare, all’ aria aperta , nella figurazione diviene pittura di luce d’ombra, suggestiva quanto a volte inquietante, quasi si trattasse della luce irreale di un sogno. Questi effetti sono ottenuti grazie ad una sapiente sovrapposizione di velature, che dallo sfondo umbratile fanno emergere inattesi chiarori ed ombre,gli oggetti, i quali si evidenziano nella loro unicità, come avessero vita propria. La pittura di luce d’ ombra è espressa in modo emblematico nell’ opera “Memorie”, in cui il contrasto tonale si accentua nel volto dell’ anziano per dissolversi nello sfondo scuro. In questa nuova fase del sua poetica pittorica,l’ artista ricerca le molteplici realtà della luce e le loro suggestioni, di cui gli oggetti sono uno scrigno dischiuso per chi sa osservare. Lia Briganti critico d’Arte …E' sempre un'emozione trovarsi di fronte alla pittura. Essa ti deve parlare… esordisce cosi' Giovanni Critelli nell'animare i dipinti, in esposizione alla sala "Andrea Cefaly" di Catanzaro, del giovane ma importantissimo pittore Mario Loprete. "Il fascino che emana i suoi quadri sta in quel suo modo di stravedere la realtà. Mario Loprete è un ragazzo eccezionale, semplice, disposto al sorriso, all'amicizia, alla cordialità; il linguaggio poetico con cui si esprime rispecchia a pieno la sua personalità; non vuole essere un originale a tutti i costi, è un paesista - verista con quel pizzico d'inventiva che lo eleva e lo colloca in un particolare colloquio colmo di comunicativa e d'emozioni. C'è chi dipinge per mestiere, chi, invece, per puro piacere, Loprete è uno di questi; e un dipendente del Ministero degli Interni , che usa il pennello per la sola gioia di ricreare con la linea e con il colore (quasi monocromo) ciò che vede e ama, ciò che è parte del suo universo intimo è quotidiano. I paesaggi catturano scorci del suo quartiere (S. Maria). Sono i luoghi dove la memoria torna a rinfrescare i ricordi. Loprete non è un professionista della pittura.; nonostante le mostre personali, e la partecipazione a numerose collettive ed estemporanee, resta legato ad una dimensione intimista del fare pittorico. Le ricerche e le provocazioni del neo avanguardie non lo interessano. Dipingere resta per lui un piacere estraneo a rumori e clamori. Un piacere riservato è privato, da coltivare in silenzio. La sua visione pittorica e permeata di" Anacronismo nostalgico", di spirito ancora ottocentesco nell'adesione dell'occhio al dato reale, a metà strada tra impressionismo e verismo, tra i ricordi di " Macchia" e vedutismo partenopeo (case fatiscenti simili ai quartieri spagnoli della Grecia di Catanzaro). In Loprete il tocco è leggero e spontaneo, la pennellata, libera, sciolta e intrisa di luce. Colore monocromo e luce sono gli elementi strutturali d'ogni suo dipinto. Rosario Amoroso … " Seguo con particolare attenzione l'evoluzione pittorica di Mario Loprete: il suo entusiasmo per le graduali conquiste, la sua perseveranza di fronte il lavoro della pittura, un lavoro sempre più gravoso in relazione all'acquisizione di una maggiore consapevolezza. D'altra parte Degas diceva " Dipingere è facile, quando non si sa ! Quando si sa è tutta un'altra cosa…" E Mario prosegue il suo impegno tappa dopo tappa, affascinato da una ruggine su di un vecchio catenaccio, da una muffa sul muro, dai tavolacci tarlati di una vecchia porta. Studia impasta e velature, dosa i toni ed i timbri ed apprende giorno dopo giorno l'antico mestiere del pittore. Ed il mestiere si coniuga con la poesia della vita quotidiana. Giovanni Marziano “ Un allucinante , ansiosa ricerca di attinenza all’oggetto che ,nella tattilità di un dipingere “ più vero del vero”,si carica di enigmatiche ed ambigue suggestioni metaforiche . “ Da Premio Morlotti-Imbersago 2002. IL QUOTIDIANO E LA VITA IN LOPRETE. Di Luigi Tallarico Il quotidiano non è l'occasione che si consuma nella saltuarietà dell'evento , ma presupponendo una consuetudine e perciò una regola di vita , aspira a durare in maniera continua. E anche se un artista, come Mario Loprete, mette a nudo il proprio cuore, direbbe Baudelaire, al servizio della rappresentazione della "vita quotidiana", non voglia dire che egli si compiace del risentimento del reale nei confronti del formalismo evasivo e astratto a lui estraneo. Ma il pittore eleva piuttosto il sentimento delle cose comuni in un modulo, insieme reale e vitale, perciò portato ad incidere nell'ambito della cultura. Del resto la funzione della cultura si evidenzia nella sua capacità di interpretare la continuità della storia agli eventi già realizzati. In questo contesto gioca il suo ruolo importante, non soltanto la rappresentazione esteriore degli oggetti casuali, "photographie banale de la vie" ma anche la partecipazione interiore dell'artista che, nel rilievo interno-esterno delle immagini, e portato a realizzare una magia nuova, sia nell'interpretazione vitale che nella fattualità dell'oggetto, dal momento che il realismo in arte non è mai un fine assoluto. Questa "nuova" magia Loprete l'ha ottenuta attraverso le velature, che rendono i partiti pittorici più leggeri e vibranti, mentre la vitalità delle cose viene colta attraverso gli impasti, che rendono il senso e lo spessore della vita, che vive nella continuità della storia e della natura. Indubbiamente fatto culturale, ma anche continua rinnovazione creativa. Luigi Tallarico,critico d’arte Mario Loprete è un giovane artista che ho avuto l’onore e la gioia di conoscere ed apprezzare alla partecipazione della prima edizione del Concorso Internazionale d’Arte “L’isola dei sogni”,indetto dall’Accademia “Giosuè Carducci” di Ischia (Napoli),nel quale ha lodevolmente conseguito una brillante affermazione:Premio Speciale Targa della Presidenza. Il curriculum artis nell’ambito della pittura di Loprete è ricco di significato.La cultura ufficiale e le rassegne d’arte lo hanno sempre sostenuto con il consenso più entusiastico ,grazie all’originalità delle sue tele ,realizzate con un notevole e vivace impasto di colori e la descrizione dei soggetti più disparati. Nel suo mondo pittorico sono presenti i sentimenti della poesia che scaturiscono dalla dolcezza del suo cuore , dal suo temperamento, dall’armonia che lo circonda e soprattutto dalle bellezze del suo “aprile della vita”. Mario Loprete è un autentico apostolo dell’Arte Contemporanea.Egli proietta nelle sue opere il fascino della realtà e grazie alle indovinate tematiche trattate,riesce quasi sempre a raggiungere la nota più alta del diapason. I paesaggi ,la natura morta e i personaggi già nella piena maturità delle proprie stagioni, vengono analizzati con grande sensibilità ed è grazie alla sensibilità che Loprete riesce a rendere realmente interessante la sua produzione artistica. Prof. Biagio Di Meglio Presidente dell’Accademia Giosue Carducci e storico del cinema ….”Mario Loprete aderendo al realismo esistenziale che caratterizza oggi la migliore figurazione italiana , riesce con poetico chiaro-scuro a ricostruire i segni del tempo su un’antica facciata .Muffe , graffiti , corrosioni , diventano così moti dell’anima e ci raccontano la solitudine dell’uomo , appena rischiarata da una piccola speranza luminosa “. Motivazione della Giuria del Primo Premio Europeo di Pittura per l’assegnazione del 2° Premio "Bisogna sempre guastare un po' il quadro per finirlo." Eugène Delacroix. L’etica di questi unici preziosi dipinti sorvegliano i cantoni oscuri della vita. Mario Loprete è un autentico apostolo dell’Arte Contemporanea. Egli proietta nelle sue opere il fascino della realtà e grazie alle indovinate tematiche trattate, riesce quasi sempre a raggiungere la nota più alta del diapason, parla di lui il professor Biagio Di Meglio Presidente dell’Accademia Giosuè Carducci e storico del cinema. Gli angoli inconsueti della quotidianità riflettono il mesto naturalismo dell’artista e le attitudini contemplative sorvegliano gli spazi tematici delle tele. L’elevatissima capacità tecnica, la minuzia eterogenea delle opere intensificano le atmosfere e i temi rappresentati, che a sua volta attenuano e rischiarano le sagaci prospettive. Forti sillogismi descrivono gli oli dell’artista. I soggetti rappresentati sono vecchie porte, finestre, utensili di uso domestico. Emblematici timbri visivi e intime tematiche sono capaci di novellare le espresse emozioni, i momenti, i frammenti che il tempo inesorabilmente lima. Una celestiale luce istoriata va a colpire le opere in profondità e un caduco bozzolo in contrasto con l’atemporalità dell’inconscio si manifesta sintomatico, significativo. Cupi vertici visivi cercano di descrivere il mistero dell’universo umano. Una profondità pittorica che sa cedere alla verità, all’immediatezza del gesto, mira a significati anteposti che fanno riflettere e pensare. Mario Loprete è un naturalista comunicativo che sa ispezionare la realtà, custodire le tracce, i ricordi della vita. Concepisce la psicologia come il campo che studia le esperienze interiori. Studia, impasta e vela, dosa i sensi e i sistematici criteri di stesura, simboleggia la realtà come la cornice per un sapere differente. Pensieri, sentimenti, fantasie, aspettative, affetti, emozioni, umori, sogni e sensazioni ricercano la logica dell’enigmaticità. Una grande passione e una forte coscienza morale lo induce nello sconfinare in precisi quanto significativi complessi del sapere. Dice bene Luigi Tallarico che il realismo in arte non è mai un fine assoluto. Presente in numerose collezioni private e pinacoteche comunali calabresi. Espone a Buenos Aires, Montecarlo e Roma. Apparso sui quotidiani e reti televisive in occasione di premi e riconoscimenti artistici. Mario Loprete vive e lavora a Catanzaro. Giorgio Turrini critico su Art & job Magazine del 20 dicembre 2001 Ho trovato interessante la pulizia, l'estetica e i semplici concetti espressi nelle opere. Giorgio Turrini critico di Art & job Magazine Mediante una raffinata “costruzione segnica “ dell’Assunto, evidenziante un “ verismo sentito “ ove la “realtà ottica “ viene privileggiata da una valenza prospettica di rara efficacia , l’Artista ha inteso appieno esprimere la singolarità del Soggetto voluto ben avvalendosi anche di composite cromie e di lievi tonalità che non interferiscono nella romantica “ lettura “ dell’Immagine espressa. Prof. Fernando Silo , critico d’Arte |
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Senza parole |
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CATANZARO.
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