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Torquato
La Mattina, Artista, nato a
Ferentino (FR), il 19/03/1955, opera nello studio artistico a Canicatti’
(AG), ha studiato presso l’istituto statale d’arte “ F. JUVARA di S. CATALDO
(CL).
La sua attivita’ artistica ha inizio 1975. Con la Biennale d’arte visive di
Lamezia Terme del 1989 ottiene il titolo di “ MAESTRO ACCADEMICO”. Si e’
interessato di scultura in pietra, realizzando anche opere monumentali. Le
sue sculture sono presenti in diverse gallerie e collezioni private, ha
partecipato all’ estero a diverse manifestazioni come: SPAGNA , ISOLE
CANARIE; NEW YORK ; STOCCOLMA ;BUDAPEST , dove e’ stato segnalato per la
scultura. Ha partecipato a diverse manifestazioni artistico – culturali come
: “ Un chilometro di tela “ curata da ANTONIO PRESTI con la sua “ Fiumara
d’arte “ , “ Progetto Gjpsos “ Mostra internazionale di piccole formelle in
gesso svoltasi ad Ariano Irpino e Napoli ,
“ Cartoline D’
Artista “ al Museo Comunale di Praia a Mare (CS),
“ 1 Mostra
Nazionale D’arte Citta’ di Balestrate “ curata da Marcello Palminteri, “ In
Forma di Tracce “ scultura contemporanea a Montedoro a cura di A..Gerbino e
M. Palminteri .
“ 1° Salone dei
Pittori Siciliani contemporanei “ a cura di Roberto Sanesi , Maria Teresa
Prestigiacomo e Domenico Tanzarella .
Diversi critici
si sono occupati di lui. Come Franco Spena ( con “ La Mosca Bianca “, “ La
Seduzione delle Forme “, “ La Persistenza Estetica della Forma dell’ Arte “,
“ Per la luce per la forma per l’ Ombra “ ). Aldo Gerbino . Marcello
Palminteri , Giusi Bertini , Francesco Carbone ( con “ Arte Contemporanea e
Territorio “. “ Vita delle Forme “ , “ La Scittura nel Nostro Tempo nel
Mediterraneo “ . “ Immaginaria “. “ Sotto il Cielo di Agosto “ . “ Percorsi
Territoriali dell’ Arte “).
Nelle sue
ultime ricerche ha utilizzato gli stracci e il colore come parte integrante
della scultura , inserendoli nel recupero di vecchi radiatori in alluminio.
Giuseppina Radice nella recensione della mostra “ I.R.R.A.D.I.A.” dice “ IL
rottame e’ una sorta di struttura primaria su cui interviene mettendo
in gioco le sue facolta’ conoscitive artistiche e spirituali “.
DELLA SUA ATTIVITA’
HANNO SCRITTO:
GIUSI BERTINI – FRANCESCO
CARBONE – NICOLO’ D’ALESSANDRO – ALDO GERBINO –MARCELLO PALMINTERI – ALFREDO
PASOLINO –ELISABETTA PLANCA- ROSAMARIA PICCHI – MARIA TERESA PRESTIGIACOMO
– GIUSEPPINA RADICE –ROBERTO SANESI- FRANCO SPENA – VINNY SCORSONE.
DOMENICO TANZARELLA
STAMPA:
LA SICILIA – GIORNALE DI
SICILIA – GAZZETTA DEL SUD – CIAO SICILIA – ART DIARY ART LEADER – TRIBUNA
DEL SUD – LA VOCE DELL’ OJONIO - CIOCIARIA OGGI – TARGET- GIORNALE DELL’
ARTE - TOP ART - CANICATTI’ NUOVA – L’OPINIONE IRPINA OGGI - OTTO, CULTURA &
SOCIETA’ - OGGI SICILIA – LA TORRE –CRONACA VERA- LA REPUBBLICA – IL TEMPO –
IL MEDITERRANEO – ARTE MONDADORI – LAPIS – A.C.C.A ANNUARIO D’ARTE MODERNA
SETTIMANALE FLASH – CAMMINO - SETTIMANALE LA TRIBUNA-IL SEGNALE.
ESPOSIZIONI PERMANENTI:
GALLERIA STUDIO 71 PALERMO
MUSEO DIOCESANO CITTA’ DI ARIANO IRPINO (AV)
MUSEO COMUNALE PRAIA A MARE (CS)
MUSEO ALL’APERTO CITTA’ DI
MONTEDORO (CL)
MUSEO ETNOANTROPOLOGICO E PINACOTECA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA “
GODRANOPOLI “ (PA)
GALLERIA D’ARTE “ SPAZIO VITALE “ (CT)
GALLERIA D’ARTE MODERNAE CONTEMPORANEA PALAZZO DELLA CULTURA MUSSOMELI
(CL).BIBLIOTECA AFFORI (MI).
CIVICA BIBLIOTECA “ FRANCESCO SCADUTO ” BAGHERIA (PA).
Recensione IRRADIA (Testo di Giuseppina Radice)
Goethe ha detto di se' che le sue poesie hanno tutto il carattere di una
grande confessione.
Se le forme significanti emergono dalla vita o, meglio, da quella vitalita'
spirituale che la alimenta puo', l'esperienza estetica essere utilizzata
come chiarificazione, come partecipazione di verita' (una verita', non la
Verita') e, nello stesso tempo, o proprio per questo, diventare una
esperienza di autocomprensione? Torquato La Mattina si muove in questa
dimensione: dar forma ad un pensiero per indagarlo e per indagarsi.
Dall’universo meccanico che ci circonda e che interferisce inesorabilmente
con la nostra vita, individua e recupera un oggetto (al cui aspetto formale
peraltro riconosce una implicita qualita' artistica) il quale e' gia'
provvisto di un significato istituzionalizzato dall'uso: lo snatura, investe
in esso un quoziente estetico, lo rende portatore di nuovi valori. Dal
Barocco alla "cosificazione" dell'arte (pericolosa e nociva quando
svincolata da ogni telos) il valore autonomo dell'oggetto nel territorio
artistico ha una lunga e gloriosa vita. Nell'esperienza di Torquato La
Mattina l'oggetto, meglio, il rottame non e' una casuale presentazione di
se': viene da una scelta e quindi ha l'immediatezza del fatto occasionale,
ma e' rappresentativo di un momento di pensiero: e' un momento del suo
stesso processo vitale, artistico e umano. Dall'individuazione di un
concetto alla sua materializzazione in una forma creata o ricreata, il
processo di elaborazione e' lungo e, se sorretto dalla ragione,
dall'emozione e dalla sensibilita', non rimane la trascrizione schematica di
un fatto. Ecco l'immaginazione produttiva di Torquato La Mattina.
Le varie tappe della sua ricerca non sono episodi che si aggiungono
meccanicamente, senza un intimo nesso ma sono in una relazione costante e
reciproca con la totalita' della sua vita. Il vissuto diviene sostanza di
una sperimentazione estetica, si stacca dalla realta', acquista uno "status"
nuovo dotato di una propria vitalita', un organismo capace di suggerire, di
evocare. Il rottame e' una sorta di "struttura primaria" su cui interviene
mettendo in gioco le sue facolta' conoscitive artistiche e spirituali; non
e' una operazione alla quale supinamente o per ragioni di mercato si
sottopone, non c’e' casualita', ma continuita' e progetto. Di fronte al
prodotto dell'arte non c'e' possibilita' di cogliere il contenuto
originariamente intimo tranne che nella sua irripetibile forma (d'altra
parte la creazione artistica e' gia' unita' di senso), ne' la ricerca di
Torquato La Mattina si caratterizza per una dominante informativa.
Ha pero' una volonta' ed una capacita' comunicativa vuoi di un bisogno di "archeologizzare"
forme belle, suscitatrici di immagini ma usurabili quasi a fermare la loro
inevitabile transitorieta'; vuoi di umanizzare un elemento costruito dalla
macchina (per la macchina) intervenendo manualmente quasi a voler superare
il conformismo formale dell'oggetto "universalizzato". Nella sostanza in
questo indagare un concetto fuori di se' afferma la sua individualita':
consapevole del pericolo della meccanizzazione della vita, non vuole esserne
assoggettato, lo domina con la sua volonta' creativa con la quale, per dirla
con Hegel "imprime il
suggello del suo interno".
Catania, 15 ottobre 1999
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