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«È reo di atti in contrasto con le norme vigenti»
Sindaci contro Galati
VIBO VALENTIA – «Il sindaco di Monterosso Ubaldo Galati ha deciso inspiegabilmente e senza giustificati motivi, di sovvertire l'organizzazione della macchina burocratica comunale a danno della collettività e degli stessi lavoratori». È quanto denunciano i segretari Antonio Cirillo (Cgil-Fp), Raffaele Lo Gatto (Cisl Fps) e Filippo Curtosi (Uil-Fpl) i quali sostengono che il primo cittadino «sta assumendo atti deliberativi e provvedimenti amministrativi in palese contrasto con le normative vigenti e al di fuori d'ogni seria logica di buona amministrazione». Cirillo, Lo Gatto e Curtosi evidenziano che «tali atti contravvengono palesemente alle disposizioni legislative attuali che prevedono la preventiva definizione del regolamento d'organizzazione degli uffici e dei servizi, la definizione delle procedure concorsuali ed i criteri sulla mobilità del personale. Gli atti in questione, invece, attengono ad un regolamento risalente al luglio 1996 che, ormai, non può più trovare applicazione». Secondo gli esponenti sindacali all'interno del Municipio di Monterosso si stanno verificando «incomprensibili ed ingiustificati accorpamenti d'aree che non corrispondono ad alcun criterio logico. In altre parole si stanno «mischiando i servizi amministrativi con quelli finanziari, i servizi demografici con quelli tributari. Stessa sorte è toccata ai servizi di vigilanza, nettezza urbana e servizi sociali». I rappresentanti sindacali sostengono che «si è stabilito di assegnare la responsabilità delle aree a personale che non ha mai operato in quella specifica area applicando un principio che tende a negare ai dipendenti l'esperienza maturata sul lavoro dopo 15-20 anni di servizio». Altra scelta avventata adottata dal sindaco Galati, secondo Cirillo, Lo Gatto e Curtosi, è stata quella «di sopprimere inopinatamente delle figure professionali che, stando ai carichi di lavoro finora svolti e facilmente dimostrabili, rischiano di paralizzare le attività di notifica a beneficio di uno pseudo servizio di vigilanza che, anziché, prevedere percorsi seri di riqualificazione del personale, mira, in realtà, a “cacciare” dagli uffici persone considerate politicamente scomode». (l.f.)
da la "Gazzetta del Sud" di (giovedì 12 giugno 2003)
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