Dayana

 enika.artemisya@inwind.it

Vendetta

 

Mi fai quasi pena

Su quella croce di spine,

ammanettato dai miei pensieri…

Mi faccio quasi paura

Con questa spada di risentimento

Stretta in pugno

E puntata al tuo petto.

Mi fa quasi ribrezzo

Solamente il riflesso

Di quel sentimento un tempo

Sovrano

Ora umile schiavo

 Mi fai quasi pena

Su quella croce di spine,

ammanettato dai miei pensieri…

Mi faccio quasi paura

Con questa spada di risentimento

Stretta in pugno

E puntata al tuo petto.

Mi fa quasi ribrezzo

Solamente il riflesso

Di quel sentimento un tempo

Sovrano

Ora umile schiavo

 

 

16 Anni

 

 16 anni ed un vuoto da colmare.

Un’inquietudine che divora l’anima

nello specchio di questi occhi trova dimora

16 anni ed il peso di questa blanda vita

grava  sul mio respiro.

16 anni e già stanca d’esistere

mastico morte.

 Amore di frasi taciute

Amore di frasi taciute,

Sorrisi di labbra

Celate

Da mani  dal soffice tocco.

Occhi chiusi in un pianto di

Lacrime devote al silenzio

 

 

L’abbandono

 

L’abbandono è quel male ancorato al petto,

stretto ad esso…

è quella spada di cedimento

conficcata nell’anima in un solo gesto.

L’abbandono è quella sorta di rinuncia

Che solo lacrime e disperazione enuncia,

quel vuoto che uccide parole e gesti,

melodie e testi…

L’abbandono è morire nell’angolo d’una qualche anima,

che ignora persino la nostra fragile sagoma

 

 

MIRCO

 

"A" come "addio",

o solo

come "arrivederci"...

Lascerai il mio corpo in un letto di rovi e svanirai,

svanirai per sempre o solo per un secondo,

ma il mio cuore non potrà saperlo ...

Le mie ali di carta taglierai e nel silenzio

d'un giocattolo infranto le mie lacrime di bimba cadranno .

"A" come "A dopo"

o forse

"A mai più" ...

Così lascerai

le mie mani cadere

in quel vuoto incolmabile

che la nostalgia crea.

Ti amo

e come il cielo

tiene strette le sue stelle

terrò stretto il tuo ricordo

fin quando non verrai a reclamarlo.

"A" come "amore"

o come

"abbandono",

senza lance trafiggerai il mio cuore

e lo guarderai morire

fin quando le mie lacrime non avranno colmato la tua tristezza, 

mi vedrai piangere...

ma,quando il tuo cuore della mia sofferenza

si sarà nutrito

cosa resterà dei miei occhi ,stelle in un cielo di pece,

della mia anima esangue ,fantasma di un amore disperso,

che la tua indifferenza come un velo ha lacerato.

Mi mancherai

dal luogo in cui mi hai condotta,

e anche quando la tua tristezza ,

ed il tuo tormentato bisogno di me

mi hanno lasciata in un angolo,

amata a metà come un disco di cui non sentirai la fine,

allora ti mancherò,

quando non potrai trovarmi,

perché l'enorme teatro della tristezza

non ti aprirà il suo sipario

così da spettatore mi guarderai morire

e non potrai fermare il tempo

quando la morte avvolgerà il mio respiro

sarai condannato dalla tua indifferenza.

"A" come "addio"

o come

"abbandono" ...

 

 

Prostituzione

 

Frammenti d’utopia

Eclissi d’umana compassione

Corse verso il nulla

D’un presente immaginario

Lividi d’inchiostro

Su fogli d’umana carta

Lacrime color pece

Su gote di cera

Labbra di rossetto

Occhi di mascara…

Volto disegnato

Da mani smaltate ….

Grida dipinte

Nel vento del silenzio

 

 

Storia

 

Storia…

storia di te,

di me…

Storia di stelle

Estinte.

Storia di noi

di quella parte di vita

divisa…

Di giornate

fredde sotto un sole incerto.

Storia d’un mancato perdono,

dell’inevitabile sdegno

su quanto rimane

della repressa

passione.

 

 

Un angelo è sempre un angelo

 

Un angelo è sempre un angelo

non importa che esso impugni una spada

o stringa al cuore

una croce,

Non importa se le sue ali

sono impregnate di sangue…

un angelo è sempre un angelo

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