Dayana
Vendetta
Mi fai quasi pena
Su quella croce di spine,
ammanettato dai miei pensieri…
Mi faccio quasi paura
Con questa spada di risentimento
Stretta in pugno
E puntata al tuo petto.
Mi fa quasi ribrezzo
Solamente il riflesso
Di quel sentimento un tempo
Sovrano
Ora umile schiavo
Mi fai quasi pena
Su quella croce di spine,
ammanettato dai miei pensieri…
Mi faccio quasi paura
Con questa spada di risentimento
Stretta in pugno
E puntata al tuo petto.
Mi fa quasi ribrezzo
Solamente il riflesso
Di quel sentimento un tempo
Sovrano
Ora umile schiavo
16 Anni
16 anni ed un vuoto da colmare.
Un’inquietudine che divora l’anima
nello specchio di questi occhi trova dimora
16 anni ed il peso di questa blanda vita
grava sul mio respiro.
16 anni e già stanca d’esistere
mastico morte.
Amore di frasi taciute
Amore di frasi taciute,
Sorrisi di labbra
Celate
Da mani dal soffice tocco.
Occhi chiusi in un pianto di
Lacrime devote al silenzio
L’abbandono
L’abbandono è quel male ancorato al petto,
stretto ad esso…
è quella spada di cedimento
conficcata nell’anima in un solo gesto.
L’abbandono è quella sorta di rinuncia
Che solo lacrime e disperazione enuncia,
quel vuoto che uccide parole e gesti,
melodie e testi…
L’abbandono è morire nell’angolo d’una qualche anima,
che ignora persino la nostra fragile sagoma
MIRCO
"A" come "addio",
o solo
come "arrivederci"...
Lascerai il mio corpo in un letto di rovi e svanirai,
svanirai per sempre o solo per un secondo,
ma il mio cuore non potrà saperlo ...
Le mie ali di carta taglierai e nel silenzio
d'un giocattolo infranto le mie lacrime di bimba cadranno .
"A" come "A dopo"
o forse
"A mai più" ...
Così lascerai
le mie mani cadere
in quel vuoto incolmabile
che la nostalgia crea.
Ti amo
e come il cielo
tiene strette le sue stelle
terrò stretto il tuo ricordo
fin quando non verrai a reclamarlo.
"A" come "amore"
o come
"abbandono",
senza lance trafiggerai il mio cuore
e lo guarderai morire
fin quando le mie lacrime non avranno colmato la tua tristezza,
mi vedrai piangere...
ma,quando il tuo cuore della mia sofferenza
si sarà nutrito
cosa resterà dei miei occhi ,stelle in un cielo di pece,
della mia anima esangue ,fantasma di un amore disperso,
che la tua indifferenza come un velo ha lacerato.
Mi mancherai
dal luogo in cui mi hai condotta,
e anche quando la tua tristezza ,
ed il tuo tormentato bisogno di me
mi hanno lasciata in un angolo,
amata a metà come un disco di cui non sentirai la fine,
allora ti mancherò,
quando non potrai trovarmi,
perché l'enorme teatro della tristezza
non ti aprirà il suo sipario
così da spettatore mi guarderai morire
e non potrai fermare il tempo
quando la morte avvolgerà il mio respiro
sarai condannato dalla tua indifferenza.
"A" come "addio"
o come
"abbandono" ...
Prostituzione
Frammenti d’utopia
Eclissi d’umana compassione
Corse verso il nulla
D’un presente immaginario
Lividi d’inchiostro
Su fogli d’umana carta
Lacrime color pece
Su gote di cera
Labbra di rossetto
Occhi di mascara…
Volto disegnato
Da mani smaltate ….
Grida dipinte
Nel vento del silenzio
Storia
Storia…
storia di te,
di me…
Storia di stelle
Estinte.
Storia di noi
di quella parte di vita
divisa…
Di giornate
fredde sotto un sole incerto.
Storia d’un mancato perdono,
dell’inevitabile sdegno
su quanto rimane
della repressa
passione.
Un angelo è sempre un angelo
Un angelo è sempre un angelo
non importa che esso impugni una spada
o stringa al cuore
una croce,
Non importa se le sue ali
sono impregnate di sangue…
un angelo è sempre un angelo