Annunziata Fiumi - Loosli

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Inno alla Primavera

Mi alzo, mi sveglio
e poso il mio sguardo
sul picciol giardino
e noto felice
che dietro le cime 
albeggia il nuovo mattino.
Il sole ad oriente
col suo raggio fecondo
Il mondo d'intorno rischiara
Pian piano la volta del cielo
già prima si scuro
al giorno crescendo
diventa turchino.
Mi sento tranquilla
mi sento serena
e guardo estasiata
in alto nel cielo
Il volteggiar leggero
un uccello che plana
si gira e rigira grazioso
e sbatte le ali contento
lui pure é felice
si guarda d'intorno
si posa gentile
sul ramo sottile 
del pruno rosato.
Tutto é terso e pulito
e pur quel fresco 
venticello marzolino 
mi porta birichino
un profumo sottile
un profumo gentile
é il lillà ch'é fiorito
lì dietro
con l'albero pero
è l'albero melo
appena rinato
Le primule a ciocche
nel prato d'intorno
d'intensi colori
ne fanno un tappeto.
Le gemmule nuove
nel ramo spinoso
del rosso rosaio
lo rendono vivo.
Nel laghetto piccino
un ranocchietto
giallino
gracida e sguazza 
rincorre felice 
un rosso
lucente pesciolino
La linfa negli alberi preme
e la natura 
dal dolce tepore 
del sole svegliata
grata a Dio
a nuova vita 
in primavera é rinata.


Inverno

S'alza la grigia nebbia
dal fondo della valle oscura
a ricoprir del suo velato manto
il mondo a me d'accanto

ed ecco allor la brina
sugli alberi si posa
ed un mondo bianco
di merletto ricamato
si mostra all'occhio mio beato.

Mi par veder fiori di stelle
stelle bianche 
ghiacciate
ma pur così perfette e belle
che l'imitarle é raro.

Splendido magico momento
che ricopri d'un freddo 
sogno il mondo
di favole e di gnomi
e gli alberi qui intorno

ma disparrà ahimè 
l'irreal prodigio 
quando un luminoso
tiepido di sole raggio
tutto dilegua.

Sparisce allor l'incanto
d'un mondo quasi fatato
di fiori e stelle
di finissimi ghiaccioli
di pizzo ricamato

Torna allor l'inverno
il cupo freddo nemico inverno
che non é più magico
incantato
ma tetro e scolororito.

E s'anima soltanto
quando giù dal cielo
scende copiosa 
e misteriosa.
la neve bianca.


La mostra è aperta

Ascolto attenta 
ascolto
intorno a me
il brusio sommesso 
degli artisti
che aspettano pazienti
l'incerto compratore.
E passano le ore
in una attesa quasi
irreale
e passano a frotte
a volte in gruppetti 
piccolini
e accendono ogni volta 
una piccola illusione.
Poi tutto torna 
tranquillo
e più nessuno viene
e nel cuore dell'artista
che un solo cenno 
attende
si spegne ogni volta
un poco 
quell'anelito del cuore
quella tenue piccola
speranza.
E chiedersi perchè
perchè 
e come,come continuare?
E non saper rispondere
e non saperlo
dire.
E poi ecco
ricomincia il moto
e qualcuno
davanti ad un dipinto
attonito s'attarda
quasi estasiato
e allor rinasce 
in fondo al cuore 
una piccola speranza
speranza
che però
subito si spegne
come si spegne
anche sul viso
il sorriso 
appena appena rinato.


Lettera

Riposa babbo
calmo riposa riposa e stà
nell'umile casetta
per te una reggia
mai fù d'essa
più bella.

E mi sovviene
quando ramingo 
per altri lidi 
e suol straniero
fosti per noi
emigrante.

E anni e anni 
per noi hai lavorato
duro lavoro mal pagato,
sempre felice 
senza un lamento
contento solo di donarci tanto.

E vorrei dirti molte cose
ma il labbro mio 
di timidezza tace
solo il guardo mio il dice
una parola breve
un sol messaggio
ei dice: o padre mio, io t'amo.


L'ora del ricordo

È l'ora del ricordo
e del rimpianto
in quel silenzio oscuro
odo la voce di mia madre
ed il suo pianto.
Piange per me 
che son da lei lontano
piange pel mio destin
che mi portò 
lontano,
lontano dalla madre 
e dagli affetti cari.

Felice io son 
eppure...
quando fanciulla
volli seguir
l'amore
come ogni donna
negli anni suoi sul fiore
per me ci fù allor
un cor gentile
ed un fior straniero.

Ivi trovai una patria
una casetta cara,
eppur..non obliai
la madre amata
i miei fratelli cari
il padre mio
la mia antica
terra assolata 
laddove un dì remoto ormai
io nacqui

E in questa notte oscura
ascolto 
e Dio pregando
taccio
vola il pensiero mio lontano,
traversa l'alpe e il piano
e giunge fino al cuore 
della mamma
in quel di Passignano,
portando un bacio lieve
una carezza cara
e insieme a voi 
miei cari amati 
familiari
esser fanciulla volli
e col pensiero
un'attimo solo
io desiai tornare.


Paese amato

Paese amato
dolce suolo natio,
dove nell'aria chiara
svettano snelli,
eleganti, aguzzi campanili.
Torri merlate
e cipressi oscuri.
Ombre e luci
luci e colori
magia dorata
delle ginestre in fiore.
Sempre il mio cor partendo
una lacrima piange.
Addio, io vi saluto
addio colli e prati
di scarlatti fior trapunti
foreste opulenti e oscure 
di cipressi e pini
quiete di pace
e di frescura donanti.
Addio mio casa
mia passata giovinezza,
amati colli
ameni lacustri paesaggi
Addio ricordi lieti
d'anni di gioventù felici
E a te casetta 
di mattoni rossi
che maliziosa occhieggi
in tra l'olivo e il pino
con nel cuor
celata una speranza
solo un
"arrivederci, arrivederci"
io dico
"a ritrovarti a rivederti ancora".


Tramonto

Il disco rosso 
di là di quelle brune cime
lentamente dolcemente spare
ma infoca ancor
de' suoi baglior dorati il cielo

Vagan le nuvolette bianche
di quà e di là nel cielo sparse
a tratti s'accendon di color di rosa
sembra un miraggio
così bello e lontano

Tutto é sublime
e chèto e tace 
ogni color s'attenua
piano piano
ogni rosso baglior scompare.

Dolce serena silenziosa ora
che d'infinita attesa
la lunga notte attendi
mentre silente l'ombra misteriosa
spegne del giorno
la luce bianca.

E mentre il buio avanza
come un oscuro 
opulento manto
s'accendono le luci
ad una ad una
tutto a me d'intorno.

Ed ecco là nel casolare
antico
intorno al desco
ed al serale pasto riunita 
s'appresta
la famigliola unita
conclusa é ormai 
per ognun di loro
la pacifica giornata

E nell'attesa d'un nuovo giorno
dal sole illuminato
ogni essere umano
pregando Iddio
dorme sereno
sotto il cielo stellato.


Và o pittore

Và o pittore
và per la tua 
impervia strada
là dove il tuo cuor 
ti porta.

Và pel tuo cammino
solitario
và e non ti fermare
non guardar mai indietro.

Non soffrir per il tuo lavor
misconosciuto
non cercar gloria
non cercar
onori
a te nulla é dovuto
a te nulla sarà dato.

Solo rimarrà di te 
un giorno il tuo
lavoro
sol resterà di te
questo solitario
immane sforzo
questa ricerca senza fine
del bello e d'infinito
che il mondo ingrato
forse non ha capito.

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