Solitudine
Urlo, urlo di nuovo
e la mia voce non trova l'eco
in questo assurdo sogno di realtà
ad occhi chiusi o aperti
è indifferente
Parole inutilmente pronunciate
la mente ha paura
la mente non ha le mani
intravedo lo scheletro in me
lo disprezzo profondamente
perché è materia
perché è niente
L'esistenza
Riesco a udire
voci spezzate dai rumori del mare
la natura è così mutabile
i colori sono gli stessi
si nasce si muore
interscambio perfetto
l'esistenza misteriosa,
si cerca
Ragnatela
Sottili fili tessuti
tramati dal tempo
a volere uscire
ci si ingarbuglia
s'imprigiona la vita
agitarsi è inutile
ci si deve lasciare avvolgere
L'invisibile saliva
esce dalla bocca del ragno
tante zampe
come ferri roventi
calpestano i nostri pensieri,
l'abitudine fa cadere
mille petali di fiori
Quando sembra uguale
ecco che tutto è diverso
ci si trasforma
secondo il personaggio
Volevo guardare..
Volevo guardare fuori dalla finestra
non per andarmene ma per rimanere
e se resto con la tua stanchezza
e con la tua vita sfiorita
è perché sono uscita senza cappotto
e il vento mi ha scompigliato i capelli
Ricordo d'infanzia
Ho una nostalgia così forte
da spaccarmi il cuore
ma non voglio liberarmi
di questo silenzio
che mi è intorno
Cerco frasi e movimenti
per colmare l'azzurro
del pensiero superiore
Faccio entrare nel profondo
attraverso il velo bianco
che separa l'orecchio
dalla mia essenza
L'anima
Sto qui a contemplare
cerco il senso delle cose
vorrei sentirmi
come l'anima di una pietra scura
la liscia superficie
che racconta mille volte
il passato
che io non ho vissuto
Guardo lontano
vedo l'orizzonte
l'immenso tutto
e mi fa timore
La bellezza interiore
che si vede
attraverso la luce degli occhi
che viene dall'interno
di questa macchina del corpo
che si trova tra cuore e stomaco
Rimpianto
Il bene e il male
sconfinano nell'anima
ed escono rospi e poi rose appassite
Le parole hanno il confine sulle labbra
le sensazioni nel corpo
le emozioni vanno oltre i confini
e sono senza tempo
il tempo non da tempo
per rimediare agli errori fatti
una matassa di fili aggrovigliati
senza avere più la pazienza
di scioglierli e sceglierli
i colori della vita
Cresce l'albero dell'inutile
ho attaccato ai suoi rami
il mio essere
La stanza
La stanza è buia
ragnatela della luna
un ricordo dell'epoca passata
un attimo di gioventù spogliata
il ricordo del sole
che accarezza piano una voce
ora c'è solo buio
e il dolore del legno scuro