Miriam Marini

 miriamarini@virgilio.it

Mentre ti guardavo

Mentre ti guardavo,
all’improvviso,
ho avuto voglia di piangere.
Forse
per le rughe della tua fronte.
Forse
per la consapevolezza triste
di esserci persi.
Chissà quando,
chissà perché.
Il tempo spietato,
ci ha spogliato
dei sogni,
e ora
che siamo nudi,
non ci riconosciamo.
Ho voglia di piangere, 
per tutto
per niente.
Per ciò che siamo stati
e che non saremo più.


Desiderio di essere

Non radice 
Abbarbicata
Alla terra,
ma ramo
svettante
nell’azzurro,
offerto
alla carezza
del vento.
Non scoglio
Immobile,
ma onda
irrequieta,
che lambisce,
accarezza, 
se ne va
per poi ritornare.
Non schiava,
ma libera,
le finestre
dell’anima
aperte,
nel tempo,
nello spazio,
infiniti,
ad assorbire
l’eternità.


Partenza

Lo sguardo offuscato,
ti vedo svanire,
nella nebbia di immagini
che non vedremo assieme.
E già grava
su di me,
il peso
delle ore vuote,
piene soltanto,
dell’attesa 
di te.


Giorno dopo giorno

Giorno dopo giorno,
passo dopo passo,
avanzo, arrancando,
alla ricerca
di una qualsiasi verità,
che mi pare irraggiungibile,
o forse inesistente.
E trovo deserti ostili
di solitudine,
e dubbi senza risposte.
Sogno partenze,
non so per dove,
giorni futuri
che forse non verranno…
Giorno dopo giorno,
passo dopo passo,
cerco di scavalcare il muro
che mi separa
dalla realtà degli altri,
ed ho sempre più paura,
di trovare al di là di esso,
soltanto il vuoto.


Pensieri

Una crepa sul muro.
Dalla finestra un mondo grigio,
che non conosco,
che non è il mio.
Una crepa nella mia anima.
Tu vicino a me
Eppur cosi’ lontano.


Ti sei persa


Nelle delusioni
nella monotonia
di un giorno
dopo l’altro,
di un giorno
uguale all’altro,
nella noia del quotidiano,
hai interrotto il viaggio
cominciato.
E ti sei persa.


Paragoni

Accadevano cose meravigliose
nel mio mondo, grande,
di bambina.
Lucciole luminose
rischiaravano le notti,
piene di magia.
Pezzi di vetro
su un tetto,
erano diamati
alla luce del sole.
Niente favole, oggi,
nel mondo, piccolo,
dei grandi.
Occhi non più bambini,
cercano invano,
bagliori di lucciole
nella notte.
Il sole illumina
tristemente,
miseri pezzi di vetro.
Li raccolgo
e mi feriscono il cuore


L'ultima foglia

Bianche figure,
passi felpati,
bisbigli…
Oltre i vetri,
il cielo grigio, nemico…
I rami curvi
di un albero spoglio
sembrano proteggere,
disperati,
l’ultima foglia
dalla furia del vento.
Triste,
essa si agita, freme,
in un ultimo guizzo
di vita.
Ogni volta 
che apro gli occhi,
essa è sempre lì,
aggrappata al suo ramo,
caparbia e dolorante,
che lotta per non cadere…
Odio i bisbigli…
Perché non mi parlate,
anonimi visi indifferenti?
Perché non capite?
Lasciatemi allora
nel mio vuoto.
Voglio guardare da sola,
il ramo che protegge,
spasimando,
la sua povera foglia secca,
come io non ho saputo fare.
O non ho voluto.


L'estate è finita

Chiusi gli ombrelloni,
orme solitarie
s’inseguono
sulla spiaggia deserta
e l’onda veloce,
le cancella.
Il grigio del cielo
si confonde con il mare.
L’azzurro se n’è andato…
L’estate è finita.
Nei cieli grigi
della tua esistenza,
l’estate deve ancora cominciare


Perché dividere il tempo

Qualcuno
si è seduto
sul mio gradino…
Ha riempito il vuoto,
ha risposto
ai miei silenzi.
Perché chiedere di più,
se è già tanto questo?
Perché parlare
di ieri, di domani?…
Perché dividere il tempo,
in passato,presente, futuro?…
Perché,
se noi possiamo,
insieme,
essere l’eternità?


Quanta fatica

Quanta fatica, amore,
per conoscerti,
e quanta per farti vivere.
Quanta stanchezza, dolore,
per sopportare
il tuo peso
e vivere la vita.
Quanta sofferenza, amore.
scoprendo
che puoi morire.


A mia figlia

Il tempo ha rubato
dai tuoi occhi,
la tenera dolcezza
di bambina.
Ha riempito di ombre
il tuo viso,
ora sconosciuto e misterioso.
Fumo di sigaretta,
bugia e verità
sorrisi e lacrime,
fughe e ritorni,
alla ricerca di te.
Non chiudere le porte
del tuo mondo,
lascia che il mio amore
illumini il buio
delle tue incertezze.
Arriverà il domani,
il cielo entrerà ancora
nei tuoi occhi,
e sarà finita
la ricerca di te


Ora che tutto sta per finire

Ora che tutto
sta per finire
cosa ricordi?
Forse un fiore
che hai visto
sbocciare,
un’alba
un tramonto,
un amore
non vissuto?
Un pezzetto di vita
o tutta,
ti scorre 
davanti?
Ora che tutto
sta per finire
cosa ti chiederanno?
Quanto sei stato
bravo,
quanto felice,
quanto dalla vita
hai avuto
o soltanto
quanto hai amato?

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