Viviana Noce
v.noce@tiscali.it
Sito Personale
"L'acqua"
L'acqua scende limpida e velocemente,
scorre tra le rocce,
spazzando via ogni cosa che trova
nel suo cammino,
anche il minimo segno di vita,
che spesso, nella sua delicatezza,
è distrutto dalla forza naturale
del percorso della vita.
Niente può contro di lei,
nella sua limpidezza
chiunque ci si specchi
legge tutto ciò che si nasconde
dietro i propri occhi,
nelle piaghe delle ferite
che vorrebbe non riaffiorassero mai
e che eppure,
si fanno vive ogni volta,
come se niente fosse cambiato,
come se ogni tuo gesto fosse rimasto inutile.
E continuerà il suo cammino,
nella trasparenza della propria anima,
docile e serena, tenera e amara,
nella vita che trasmette, respira, muore.
"Un'anima leggera"
Un'anima leggera,
si libra nell'aria,
posandosi su una nuvola...
si riposa
dal suo interminabile vagare,
per orizzonti perduti,
nel suo leggiadro essere
di diafana bellezza.
Soffice come una piuma,
delicata come un manto vellutato,
impalpabile e leggiadra.
Continua il suo viaggio,
volando alta nei cieli del mistero,
dove tutto fa paura,
dove ricercare se stessi é orrore,
dove vivere di sé é...
libertà di respirare,
di condursi alla propria essenza,
sposarsi con la propria immaterialità,
vivendo d'aria,
cibandosi di cielo e sole,
nutrendosi della propria
infinita bellezza.
"Un battito che sale"
Un battito che sale
leggero come una piuma,
forte come il vento.
La dolcezza
che ti culla
dopo il tramonto,
mentre il sole va a dormire
e accoccolato al mare,
sogna di mondi inaspettati
e di onde rombanti,
timidamente avvolte
dalla schiuma,
che rullano il loro fragore
contro gli scogli.
Respiri beati,
dopo gli sfarzi
della primavera,
che cercano la quiete
dopo la tempesta, la pace dopo... l'amore.
Limpidi e soavi,
come un gabbiano che,
solitario, ricerca la sua
compagna e se ne va,
tubando la sua passione.
Lo scroscio delicato del
vento, come la salsedine
che rende i corpi
sbriluccicanti,
alla luna che guarda,
timidamente culla
le creature innocenti.
"Un caldo pomeriggio estivo"
Un caldo pomeriggio estivo,
quando tutti dormono
e le prime brezze
lasciano spazio
al sonno ristoratore.
Tutti riposano,
sotto un cielo caldo e silenzioso:
tutto sembra pace e tranquillità,
tutto sembra serenità e dolcezza.
Ogni cosa sembra avere il suo posto,
la sua collocazione in questo mondo,
così contraddittorio e buio,
ma così limpido e solare.
Ogni cosa sembra essere piovuta dal cielo
e per mano lieve e sconosciuta,
sembra essere stata posata,
delicatamente,
nella sua destinazione naturale,
dove perseguirà il suo fine.
Ogni cosa porta in sé
il segreto della vita.
"Come una bestia"
Come una bestia,
ferita nell'orgoglio,
debole, affamata ed indifesa,
mi lecco le ferite
di una vita disperata,
diafana e distruttiva,
che mi ha fatto perdere
la speranza di un amore
dolce, tenero e sincero.
Riposo stremata,
tra petali rosa,
infreddolita dalla rugiada primaverile,
coperta da foglie che stanche,
lasciano gli alberi
abbandonando, anche loro,
la linfa vitale.
Ricerco un timido raggio di sole,
che mi riporti alla via,
che mi faccia rivivere
la gioia di un sorriso,
la volontà di un abbraccio,
sincero, affettuoso e timido.
Rabbrividisco al pensiero
che esista ancora
e mentre una lacrima mi percorre la guancia,
mi addormento...
trasformandomi in un bozzolo,
da cui una farfalla
si risveglierà e librando leggera,
vivrà per un giorno,
l'Amore più culminante.