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TESSITURA
La
tessitura vanta tradizioni antichissime. Diffusa ancora oggi su quasi
tutto il territorio regionale, con caratterizzazioni che variano da zona a
zona – nelle materie nei colori nei punti, é forse la produzione
artigianale che meglio di altre rappresenta le diverse "anime"
culturali della regione. A partire dagli inizi del Settecento (con
l’arrivo a Monterosso Calabro della suore “Carmelitane”, inviate dal
Re per insegnare alle giovani donne l’arte della filatura e della
tessitura),fino agli inizi del Novecento, la filatura della lana,
antichissima, era un´attivitá domestica, che si svolgeva nell´ambito
familiare: moltissime le famiglie, e non solo quelle contadine, che
possedevano un telaio (che, in genere, faceva parte della dote della
sposa) e che producevano tessuti per abiti, biancheria, coperte, arazzi,
cuscini, drappi. Altrettanto importante e prestigiosa, la lavorazione
della seta, che già nel Seicento era sviluppata nella regione su scala
industriale, come leggiamo in un testo agiografico dell'epoca: |
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Coperta in lino e cotone realizzato al telaio |
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Scialle realizzato in cotone
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Copriletto in misto lino a motivi floreali realizzato
con ricami a uncinetto |
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Esempi di lavori eseguibili |
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Centro tavola realizzato in cotone raffinato con
tecnica antica (gughjola) |
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| sono un evidente richiamo alla civiltà della magna
grecia; le immagini allegoriche di animali sono tipici
della cultura araba; molti motivi naturalistici – i grandi prati fioriti
o le distese di stelle,
la grasta,
il mazzetto spinato, la vigna
anticarosa spampinata – che dominano le coperte dei corredi
nuziali, sono invece tipici della cultura contadina. I colori sono forti, esplosivi ed appariscenti. Accesissimi i rossi, i blu e i viola, caldissimi i gialli ed i verdi. Le coperte, a sfondo bianco, giallo o rosso, sono ricamate con motivi floreali, riprodotti con sapiente ricerca da antichi documenti, o con motivi cinquecenteschi fiorentini, veneziani, siciliani. Ogni coperta ha un motivo centrale ed un motivo laterale derivato. Identici motivi, in proporzione più piccoli, corrono sul bordo, anch´esso tessuto. Tra i vari tipi, quelle "a vigna", che raffigurano grappoli e pampini; quelle "a gigliata", con intrecci di gigli e rose; quelle "a garofano", con mazzi di fiori variamente colorati; quelle "a ferro di cavallo", a due soli colori e con una greca sul bordo. Oggi, come allora, si continuano a produrre a livello familiare modeste quantità di filati e tessuti, e grazie alla passione di queste guardiane della tradizione è possibile ancora ammirare, anche nelle varie fasi della lavorazione, ed acquistare oggetti di pregiata fattura. Alcuni esempi della meticolosa opera artigianale delle giovani donne di Monterosso Calabro,(Celestina Anania, Paola Ceravolo, Mariella Ceravolo, Vittoria Ceravolo, Maria Curigliano, Angela Donato, Maria Soccorsa Ceravolo, Susanna Fanello, Santa Milena La Grotteria, Sonia La Grotteria, Nicolina La Polla, Rosanna La Polla, Margherita La Serra, M.A.Giuseppina Manduca, Sonia Morano, Elisabetta Salatino Morano, Giuseppina Rotiroti (in memoria), Alessandra Ruscio, Daniela Veneziano (in memoria) sono esposti in questi giorni presso il “Museo della civiltà contadina ed artigiana della Calabria” a Monterosso Calabro. |
Per l'acquisto dei filati esposti : info@monterossocalabro.com